Zone omogenee, Paris sollecita la Provincia

La Prealpina - 09/01/2017

referendum di un mese fa ha, di fatto, fornito linfa vitale alla Provincia, che fino al giorno prima sembrava essere un ente destinato alla chiusura. Basti pensare alle richieste che da subito il presidente Gunnar Vincenzi ha inoltrato al governo affinchè ridia a Villa Recalcati la dignità istituzionale precedente la legge Delrio. Cosa avverrà da qui in avanti è difficile dire, ma di certo la vittoria dei No ha messo in moto nuove richieste di riorganizzazione territoriale.

È il caso delle cosiddette “zone omogenee”, ambiti territoriali più ristretti rispetto alla Provincia e caratterizzati da maggior omogeneità da tanti punti di vista. Ciò vale in particolare per il Varesotto, entità di ridotte dimensioni rispetto ad altre sparse anche solo in Lombardia, ma formata da realtà molto diverse tra loro: basti pensare alla conformazione geografica, allo sviluppo economico, alla composizione sociale, al tenore di vita. Da qui, secondo il gruppo consigliare “Civici e Democratici” che governa Villa Recalcati, la mozione che il consigliere Luca Paris porterà all’attenzione dell’aula nel corso del prossimo Consiglio. Essa «impegna il presidente e l’amministrazione ad avviare da subito il processo di istituzione delle zone omogenee sul territorio provinciale, coinvolgendo i rappresentanti degli enti territoriali attraverso gli organismi istituzionalmente previsti; a pianificare l’iter amministrativo per arrivare a definire entro il 31 dicembre 2017 le zone omogenee; a prevedere nel percorso costitutivo delle zone omogenee il coinvolgimento partecipativo delle realtà economiche, politiche e sociali presenti sui territori».

Si torna a camminare, quindi, nella direzione del decentramento? Per ora si tratta soltanto di una proposta; vedremo come verrà accolta non solo dai banchi della maggioranza, dove siedono anche moderati di centro, ma soprattutto da quelli delle minoranze, cioè Lega, Forza Italia e indipendenti. «Intendiamo investire nell’istituzione degli ambiti intermedi -spiega Paris, neoeletto nell’assemblea provinciale- perché potrebbero svolgere in maniera più efficiente funzioni demandate dai Comuni o dalle Regioni, facendo in modo che la Provincia svolga in primo luogo un ruolo di coordinamento. Tutto questo a beneficio di Comuni, associazioni di Comuni, unione di Comuni e Comunità montane, così da semplificare e rendere più efficienti i rapporti amministrativi e ottimizzare le risorse umane ed economiche».