Zona attorno al Ceresioa rischio idrogeologico

La Prealpina - 23/01/2017

È arrivata dalla Direzione generale territorio, urbanistica e difesa del suolo di Regione Lombardia la risposta a un’osservazione sul progetto di variante al Piano per l’assetto idrogeologico del bacino del Po, che era stata presentata dal comitato civico “Partecipazione Comune”.

Virgilio Benzi, che è uno dei referenti del comitato da tempo attivo in paese, dice: «C’è la conferma che l’area sita tra i Comuni di Porto Ceresio e Besano è a rischio idrogeologico significativo. Si deve pertanto realizzare un canale scolmatore fra i torrenti Ponticelli e Bolletta, che consenta di prevenire le esondazioni».

Benzi aggiunge molti altri dettagli: «Dalla risposta alla nostra osservazione sul progetto di variante al Pai adottato dal Comitato istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Po si evince, in particolare, la necessità di un’adeguata manutenzione dei sistemi difensivi esistenti, di un censimento degli edifici e delle infrastrutture che si trovano nell’area ove sono possibili allagamenti, del potenziamento dei sistemi di monitoraggio strumentale, nonché della divulgazione d’informazioni sull’esposizione al rischio degli edifici pubblici.

Non meno importante – prosegue Benzi – «il fatto che la Regione sottolinei che la riperimetrazione dei vincoli debba essere in funzione dell’incolumità delle persone e della difesa di quanto già esistente e non invece un modo per reperire aree da destinare a nuova edificazione».

Al centro c’è dunque l’incolumità delle persone che abitano nella zona.

«Nel rispondere alla nostra osservazione – dice ancora Benzi – si fa presente che la legge regionale prevede che il Comune, nell’ambito della componente geologica del Piano di governo del territorio, proceda ad una valutazione del rischio all’interno dei centri edificati ed emetta delle norme urbanistiche adeguate in termini sia d’interventi ammissibili sia di modalità esecutive degli stessi. Inoltre, le norme dispongono che i Comuni informino i soggetti attuatori delle previsioni dello strumento urbanistico e richiedano la sottoscrizione di un atto liberatorio che escluda ogni responsabilità dell’amministrazione pubblica in ordine ad eventuali danni derivanti dai dissesti segnalati».