Whirlpool – «Pronti allo sciopero»

La Prealpina - 23/09/2022

Pronti ad incrociare le braccia per chiedere chiarezza e difendere il proprio posto di lavoro. Sono determinati i dipendenti Whirlpool di Cassinetta – quasi 2500 contando anche gli interinali – che ieri si sono riuniti in assemblea (in base ai turni di lavoro) per cercare di capire quale potrebbe essere il futuro della multinazionale, dopo le dichiarazioni di «revisione del piano industriale» annunciata da vertici durante l’estate.

«Se l’azienda continuerà a non rispondere alle nostre richieste di chiarificazione e di incontro – ha detto ieri Gianluca Ficco segretario nazionale Uilm – e se il futuro governo continuerà a disinteressarsi dei piani Whirlpool in Italia, siamo pronti ad intraprendere azioni di protesta, in primis ovviamente lo sciopero». Incertezza e disinteresse sono gli elementi che i lavoratori, e anche i sindacati, non sono più disposti a tollerare. «Se il top management di una multinazionale parla di possibilità di vendita – continua Ficco – significa che la sta prendendo in considerazione. Non è una boutade. Il paradosso è che le istituzioni, i politici che sono in campagna elettorale, ignorano la vicenda, non se ne preoccupano. È un disinteresse che riguarda anche il governo Draghi, che non ci ha mai ricevuti».

Tra l’altro, non si è mai visto che una multinazionale decida di lasciare l’Europa. «È allarmante – spiega Ficco – perchè significa che prevede un disastro economico su quest’area. E il nostro Paese non fa nulla? Non si chiede come poter rendere competitivo il nostro sistema manifatturiero, anche alla luce della crisi energetica e geopolitica esistente?». Anche perchè poi, allo scenario mondiale si aggiungono anche gli elementi preoccupanti che i lavoratori vivono sulla loro pelle. «In questi mesi – spiega Caterina Valsecchi della Fim – ci sono stati dei fermi linea a Casinetta che ora stanno diventando più numerosi. Significa che i dipendenti hanno avuto dei periodi di cassa integrazione. I numeri parlano chiaro. Dei 2 milioni e 350mila pezzi previsti, si prevede un taglio di poco meno di 500mila pezzi. È evidente che l’azienda ci deve delle spiegazioni.

Lo ribadisce anche Matteo Berardi della Fiom. «Partiamo da un fatto – spiega – i vertici aziendali sono inadempienti nei nostri confronti anche per quanto riguarda il piano industriale. Non ci è stato illustrato nulla delle prospettive 2023 e on era mai accaduto. Questa mancanza di chiarezza e di attenzione dal mondo politico non sono più accettabili In queste settimane abbiamo visto candidati fare passerella a chiedere voti. Ma poi cosa fanno per questo territorio?». Vedremo cosa accadrà da lunedì.