Whirlpool, il lavoro esce fuori dall’ufficio

La Prealpina - 13/07/2017

C’è una flessibilità buona nel mondo del lavoro? Oggi, grazie alle nuove tecnologie, la risposta può essere affermativa. Si chiama smart working – proprio sulla scia degli smartphone, diventati ormai indispensabili – e consiste nella possibilità di svolgere il proprio lavoro in qualsiasi luogo, indipendentemente dalla sede aziendale. Un fronte nuovo che a settembre partirà ufficialmente anche in provincia di Varese. Merito di Whirlpool che, una volta chiarito nei giorni scorsi che il piano Italia prosegue secondo quanto messo nero su bianco con i sindacati, si appresta ad introdurre a Cassinetta proprio questa nuova forma di lavoro.

Da settembre, infatti, partirà una sperimentazione che coinvolgerà un primo piccolo gruppo di impiegati. L’annuncio è stato dato ai rappresentanti sindacali della Rsu di Cassinetta nei giorni scorsi proprio dai vertici aziendali.

«L’azienda ci ha convocato – spiega Tiziano Franceschetti (Fim Cisl) – e ci ha illustrato questo nuovo progetto che reputiamo come un passo avanti nell’organizzazione del lavoro, anche perché si tratta di una forma più evoluta rispetto al telelavoro. Da parte nostra crediamo che possano esserci dei benefici per chi abita distante dal luogo di lavoro o per chi ha esigenze particolari in famiglia. Whirlpool dimostra in questo modo di essere all’avanguardia, arrivando per prima in provincia di Varese». Dal punto di vista operativo, la sperimentazione che inizierà dopo le vacanze, in una prima fase riguarderà un piccolo gruppo di lavoratori che potranno svolgere le loro mansioni fuori azienda per due giorni al mese. Dopo un periodo di prova, azienda e sindacati si rincontreranno per le opportune valutazioni e per verificare le concrete possibilità di mettere a regime questa nuova forma di lavoro.

È chiaro che le linee guida alla base del progetto sono sostanzialmente due. Da un lato c’è un rapporto di fiducia nei confronti del dipendente. Dall’altro il metodo scelto è quello del lavoro per obiettivi. Per Whirlpool non contano le ore lavorate da casa, dal divano o dal mare, ma l’obiettivo aziendale da raggiungere; nessun controllo orario, ma soltanto la verifica del risultato finale. «In provincia è la prima grande azienda che introduce questa possibilità – commenta Paolo Carini, segretario Fim Cisl dei Laghi – con una impostazione molto innovativa. Noi non possiamo che augurarci che questa scelta sia propedeutica anche per altre realtà. Penso ad esempio a Leonardo, dove la tecnologia è di casa, ma dove si è appena iniziato a parlare di Smart Working, senza però risvolti concreti per il momento. In Whirlpool invece, si respira aria nuova, probabilmente anche grazie all’influenza americana».