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La Prealpina - 15/12/2018

I numeri non evidenziano ancora una ripresa del settore. Ma negli ultimi dodici mesi l’edilizia varesina ha tenuto botta, attestandosi su 10.300 imprese e 20.000 addetti. L’occasione per fare il punto della situazione su questo comparto strategico, ma soprattutto per offrire agli operatori spunti e idee per migliorare la propria competitività, è stata offerta dall’edizione 2018 del Forum Edilizia, svoltasi ieri a MalpensaFiere: organizzato dalla Camera di Commercio di Varese (in collaborazione con le associazioni di categoria e gli ordini e collegi professionali) l’incontro ha permesso ai numerosi addetti ai lavori presenti di conoscere anche i contenuti del nuovo “Listino prezzi informativi Opere compiute in edilizia”, una preziosa pubblicazione che la Camera di Commercio mette gratuitamente a disposizione di imprese, professionisti e consumatori per verificare i prezzi delle opere compiute e dei materiali per l’edilizia. Un vademecum estremamente utile per districarsi con cognizione di causa nel labirinto del mercato edilizio.

Questa fase storica continua a essere difficile per il settore. Lo dimostrano i numeri snocciolati dal dirigente della Camera di Commercio varesina Giacomo Mazzarino (che ha portato i saluti del presidente Fabio Lunghi): «Nell’ultimo decennio – ha detto Mazzarino -, le imprese attive in provincia di Varese, nel settore edile, sono diminuite del 12,40%. Un calo riscontrabile nel numero degli addetti, sceso dai 22.000 del 2012 ai 18.000 di oggi». Un trend inconfutabile che ha indotto Juri Franzosi (direttore di Ance Varese) a dichiarare che «l’attuale situazione non va più intesa come una parentesi, ma come la nuova normalità». Una situazione a cui si può reagire, aggiunge, «ripartendo dalle competenze, facendo dialogare e collaborare tutti gli attori delle filiera edile» (in quest’ottica Franzosi ha presentato l’esperienza del progetto CQ, acronimo di Costruire in Qualità).

Per aiutare imprese e consumatori a conoscere sempre meglio il mercato, l’ente varesino ha redatto l’edizione aggiornata del listino prezzi, realizzata grazie al lavoro degli esperti segnalati dalle associazioni di categoria. Lo strumento è di indubbia utilità sia per i privati – che possono valutare gli effettivi prezzi di mercato di tutti i lavori edili (dalla sistemazione dell’impianto elettrico o idraulico all’edificazione di un muretto o di un’intera casa), sia per i professionisti, che hanno l’opportunità di consultarlo in caso di controversie o prima di una gara d’appalto. Sul portale web, nella sezione “Il mio paniere”, è pure possibile costruire un listino personalizzato.

Appalti, mediazione più veloce

È più veloce e più economica di un processo. Eppure ancora in tanti snobbano la mediazione come possibile strumento di risoluzione di una controversia riguardo gli appalti. Ieri mattina, davanti agli operatori del settore, il tema è stato illustrato da Fausto Alberti del Collegio dei Geometri e Geometri laureati di Varese. Sono tanti i possibili motivi di conflitto che possono scaturire da un lavoro in campo edilizio: da una diversa interpretazione di una clausola del contratto all’esecuzione delle opere, dalle tempistiche non rispettate alle modalità di pagamento.

«La mediazione – sottolinea Alberti – consente di risolvere i conflitti prima di intraprendere un’azione legale. È in sostanza un’alternativa alla causa civile». Un’alternativa pure piuttosto conveniente, e per più di un motivo: «Basti pensare – esemplifica Alberti – che il procedimento della mediazione non può superare i tre mesi, mentre per una causa civile passano anche 850 giorni prima di arrivare a una sentenza. Non solo: anche sul piano economico la mediazione è un’opzione nettamente più conveniente rispetto a un processo». Ma allora perché, in caso di controversia, le parti continuano a preferire la vecchia strada del tribunale, più costosa e dalle tempistiche indefinite? «Si tratta di un fatto principalmente culturale – risponde Alberti -. La mentalità prevalente, in questi casi, ci fa dire: io ho ragione, tu hai torto. E voglio vedere la mia ragione riconosciuta da un giudice. Bisognerebbe invece capire che, quando si trova un accordo in una mediazione (il che, ovviamente, non è cosa scontata), a vincere sono tutte e due le parti in causa, non una sola».