Voucher, un pasticcio Lo dicono gli artigiani

- 12/06/2017

Prima li tolgono quasi dalla sera alla mattina, poi li rimettono con nuove regole che, di fatto, non piacciono quasi a nessuno. Stiamo parlando dei voucher, che ora si chiamano buoni lavoro, che, nella loro forma originaria, sono stati utilizzati in maniera massiccia anche in provincia di Varese: 2,5 milioni di buoni acquistati nel 2016. E ora? Ora sono in tanti a pensare che si tratti dell’ennesimo pasticcio all’italiana. Lo credono fermamente gli artigiani varesini che hanno deciso di rispondere al sondaggio lanciato sul tema da Confartigianato Imprese Varese.

Sono circa 150 le aziende ( il 57,6% hanno da 1 a 5 dipendenti) che hanno risposto alle domande dell’associazione e la stragrande maggioranza dei titolari si è trovata d’accordo su un punto: la scelta del governo di limitare l’utilizzo ad aziende che non abbiano più di 5 dipendenti è sbagliata. Il giudizio negativo è stato formulato dal 68,5 % degli imprenditori, gli stessi che sottolineano come sarebbe stato meglio rafforzare i controlli nell’utilizzo. Solo il 14,3% concorda l’azione di governo, adducendo come motivazione il fatto che “in troppi ne hanno approfittato”.

Insomma, gli artigiani varesini si rammaricano che i voucher siano stati aboliti e chiedono che quelli nuovi siano per lo meno snelli, veloci e funzionali, con controlli più mirati e severi. Nelle interviste di Confartigianato Varese, il tema della legalità e del lavorare secondo le norme è stato rimarcato più volte dagli imprenditori: i voucher hanno uno scopo preciso, impossibile considerarli come contratti di assunzione. E chi ha risposto lo sa bene. Il 47,1 % li ha usati saltuariamente e il 29,4% con regolarità. Per il 23,5%, invece, i voucher non sono uno strumento efficace.

Insomma, sembra proprio che il governo sia riuscito a scontentare tutti. Resta da vedere che cosa accadrà da martedì in poi, quando il provvedimento sui nuovi buoni lavoro approderà a Palazzo Madama dopo aver superato la prova della fiducia alla Camera. Ma prima di quella data, lunedì, nella sede provinciale di Confartigianato Varese, le imprese diranno la loro sul tema, mentre un team di esperti le prepareranno alle ultime decisioni legislative guidandole nelle complessità tecniche, parlando sì di voucher lavoro – quelli che dovrebbero essere i contratti di prestazione occasionale – ma anche di tutti quegli strumenti alternativi ai buoni. L’incontro di lunedì, dal titolo “Voucher, quale futuro?”, coinvolgerà un gruppo di imprese scelte in base al tipo di attività e all’utilizzo dei buoni lavoro (alcune hanno usato i voucher, altre li vorrebbero usare ma non possono) e darà il via ad una serie di appuntamenti – specifici e sempre su target imprenditoriali mirati. L’obiettivo è quello di raccogliere le richieste degli imprenditori e dare il via ad un percorso su tutte quelle tematiche, anche istituzionali, che impattano direttamente sulle abitudini e sul lavoro quotidiano delle aziende. L’ascolto, il confronto, le risposte puntuali per dare agli imprenditori spazi di manovra e di scelta in relazione alle ultime decisioni del governo.