Voluntary disclosure, altri due mesi di proroga

La Prealpina - 01/08/2017

due mesi, dal 31 luglio al 30
settembre il termine per presentare
la domanda di adesione
alla Voluntary disclosure
bis, vale a dire la procedura per
la regolarizzazione dei capitali
detenuti all’estero. La proroga
è arrivata grazie alla firma posta
da Paolo Gentiloni sul Decreto
del presidente del Consiglio
dei ministri.
Evidentemente le “voci di corridoio”
che descrivevano la
VD bis come un flop colossale
potrebbero trovare un fondamento
in questo rinvio. Ma, allo
stesso tempo, appare difficile
che con soli due mesi di
tempo in più per aderire, ci sarà
la fila dai commercialisti.
Innanzitutto perché, evidentemente,
tutti coloro che volevano
far emergere il “nero” d etenuto
all’estero, hanno già
aderito all’edizione originale
della Voluntary.
I dati di adesione alla seconda
campagna, dopo
il boom del
2015, continuano
infatti a
preoccupare il
ministero dell’Economia
e finanza:
nonostante il
riserbo strettissimo
dell’Agenzia
delle Entrate sul
tema, le istanze
di emersione sarebbero finora
soltanto 7.000 circa per
200.000 milioni di euro (centesimo
più, centesimo meno)
recuperati dall’erario, un risultato
modesto dopo nove mesi
di riapertura dei termini e a pochi
giorni dalla scadenza della
legge.
Da queste statistiche finora deludenti
(rispetto
ai 4 miliardi intascati
con l’e d izione
numero
uno, con quasi
150.000 istanze),
e che rendono
il target di
1,5 miliardi di
gettito un miraggio,
è arrivata
la decisione di
prorogare i termini per l’a d esione.
Che succederà se questi
soldi entreranno in così minima
parte?
Per la prima edizione della Voluntary
l’allora premier Matteo
Renzi disse che erano «i soldi
per togliere la tassa sulla casa
». Senza l’ulteriore introito
del 2017, vorrà dire che torneranno
delle imposte sul mattone?
Oppure mancherà il denaro
per evitare l’innesco delle
clausole di salvaguardia sull’Iva
o sulle accise della benzina
che finora, a fatica, sono state
in qualche modo evitate?
Anche se la discussione della
legge di Stabilità di fine 2017,
è difficile che vi sarà un repentino
aumento delle tasse, pensando
che, fra pochi mesi si
voterà. Il problema, ma non è
una novità, finirà sul gobbone
del prossimo governo.
Nicola Antonello