Voli intercontinentali 2015 da record storico

La Prealpina - 13/04/2016

Nel 2015 Malpensa ha totalizzato 3.250.013 passeggeri intercontinentali di linea (sono esclusi dunque i voli charter), contro i 3.189.641 del 2007, un record che resisteva da nove anni. Ciò significa che in questo settore «abbiamo superato i livelli antecedenti al dehubbing», ha sottolineato con orgoglio il presidente di Sea Pietro Modiano. «E Malpensa o si sviluppa negli intercontinentali o non ha ragione d’essere».

Le parole del numero uno degli scali milanesi sono suffragate dai numeri contenuti dal rapporto Enac 2015, rielaborati dagli attenti osservatori dell’associazione Aeroporti lombardi e di Rilancia Malpensa. Spulciando tra i dati si scopre infatti che dal 2009, l’anno del minimo storico segnato dopo l’abbandono di Alitalia, Malpensa ha registrato un incremento del 126 per cento nel numero dei passeggeri intercontinentali, con un aumento nel 2014 del 23,27 rispetto ai dodici mesi precedenti. Expo ha senza dubbio influito, ma non può essere l’unica spiegazione.

La rotta più trafficata è la Milano-New York. In brughiera sono quattro le compagnie a offrire collegamenti diretti verso il Jfk (American, Emirates, Alitalia e Delta) per un totale di 28 frequenze settimanali e ben 671mila passeggeri trasportati ogni anno. Al secondo posto c’è Dubai (641mila, +10 per cento) servita dal trigiornaliero di Emirates, al terzo Istanbul (376mila, +5 per cento), collegata dal Terminal 1 sia dalla Turkish che dalla low cost Pegasus Airlines.

«Il rapporto Enac 2015 dimostra che la potenzialità di Malpensa si esprime molto bene nei collegamenti a lungo raggio, nonostante a oggi non ci siano voli di alimentazione che raccolgano passeggeri dal corto e medio raggio», analizza Aeroporti lombardi. «Tale alimentazione, in gergo feederaggio, solitamente viene fatta dalla compagnia che fa riferimento all’aeroporto. Non a Malpensa, perché il sistema milanese, per ragioni più volte analizzate e che non ripetiamo, ha la brillante caratteristica che la quasi totalità dei voli di corto e medio raggio sono concentrati su Linate. Negli ultimi tempi, una tendenza fin qui nuova si sta facendo ovunque strada. Il corto e medio raggio sta diventando sempre più appannaggio delle compagnie low cost; queste però, a parte casi sporadici e particolari, non intendono sobbarcarsi l’onere di connessioni verso il lungo raggio che, almeno per ora loro non intendono affrontare. Ma tutto si sta muovendo». E Malpensa, con il monopolio di easyJet al T2 e lo storico sbarco di Ryanair dello scorso dicembre, sta forse giocando d’anticipo. Con il risultato che, se la correlazione tra le grandi compagnie intercontinentale e il mondo low cost avrà successo, il sistema milanese rischierebbe addirittura di fare scuola nel panorama continentale. Utopia?