«Volevano la mia azienda ma ho detto no ai cinesi»

La Prealpina - 06/02/2017

Se c’è una cosa che non manca agli uomini d’affari cinesi sono i soldi. Hanno la possibilità di mettere sul tavolo assegni in bianco, pur di riuscire a comprare ciò che ritengono utile al loro business. Il metodo è abbastanza conosciuto. Ma non sempre va a buon fine. Può anche capitare che i distinti manager dagli occhi a mandorla si trovino di fronte un imprenditore artigiano che ha fatto sella sua azienda la sua vita e che non venga conquistato dal suono delle monete. L’imprenditore, in questo caso, è varesino. Si chiama Trasparano La Cognata e da 38 anni è il titolare di Cos.Me.L, azienda specializzata in carpenteria e lavorazioni meccaniche di alto profilo. Una azienda artigiana la sua (da sempre socia di Confartigianato Varese) che nel giro di qualche anno è passata da 12 agli attuali 30 dipendenti, non perdendo mai di vista una regola d’oro: investire anche nei momenti più complicati.

E i cinesi in azienda a Lonate Pozzolo sono arrivati un paio di anni fa, proprio durante uno di quei momenti complicati.

«Un nostro cliente – racconta La Cognata – ci ha chiesto di far vedere l’azienda a una delegazione di manager ed imprenditori cinesi. Tutte persone molto educate, distinte ed estremamente interessate al nostro lavoro. Ne sono rimasti affascinati a tal punto che, al secondo incontro, ci hanno offerto di comprare l’azienda». Per La Cognata e la sua famiglia è stata una richiesta assolutamente inaspettata. «Sono riusciti a stravolgermi l’esistenza per qualche mese – ricorda l’imprenditore artigiano – perchè la tentazione di risolvere in un attimo tutte le difficoltà che affrontiamo quotidianamente c’è stata». Ma alla fine La Cognata ha rifiutato. «E non per un problema di cifre – spiega – dal momento che non avevano posto limiti in tal senso». Quello che è scattato, dice lui stesso, «è l’orgoglio italiano che abbiamo io e la mia famiglia – sottolinea – Abbiamo costruito il nostro know how in quasi quarant’anni di attività ed è un patrimonio prezioso che non intendiamo vendere a nessuno. Certamente non è stato facile in questi anni affrontare la crisi e le difficoltà del mercato ma lo abbiamo fatto rimboccandoci le maniche». Il che significa, ad esempio, aver investito più di otto milioni di euro in poco più di dieci anni per l’acquisto di macchine e l’ampliamento dei capannoni. E, oggi, essere pronti a far crescere ancora il numero di dipendenti, «anche se il governo non ci viene incontro per nulla – continua La Cognata – Noi dobbiamo lottare contro tasse, burocrazia e cuneo fiscale pesantissimo». La Cognata, insomma, è orgoglioso della sua creatura e di come è riuscito a farla crescere in questi anni. «La verità – conclude – è che in tutto il mondo c’è una grande fame di italianità. Dobbiamo imparare a valorizzarci».