«Vogliamo motivare i dipendenti»

La Provincia Varese - 19/07/2016

Nuova giornata di sciopero alla Iselfa spa di Solbiate Arno. Nuovo presidio davanti ai cancelli dell’azienda di corso Roma: ma ieri mattina alcuni operaio non hanno incrociato le braccia andando a lavorare. Una decina circa i colleghi rimasti a presidiare, mentre in molti hanno deciso di non aderire allo sciopero ma nemmeno di presentarsi nella zona di produzione. Parla Giovanni Carabelli, consigliere delegato e giovane imprenditore: «Non è un fattore economico e non si tratta di togliere denaro ai lavoratori – spiega – la nostra proposta mira esclusivamente a motivare i dipendenti». La proposta riguarda la sostituzione del così detto “posto macchina”, compenso indiscriminatamente garantito a chiunque operi sulle pesanti linee di produzione della forgia di Solbiate Arno, con una sorta di premio produttività. Fermo restando che, per quanto riguarda il 2016 «il posto macchina non verrà toccato ma sarà garantito ai lavoratori», spiega Carabelli. Non si tratta di una novità ed è una linea adottata dalla quasi totalità delle aziende. Premiare maggiormente chi lavora di più e meglio. «Il punto è questo – spiega Carabelli – vogliamo incentivare i nostri lavoratori a fare meglio e di più. Non si tratta di togliere denaro a nessuno ma di ricompensare i dipendenti che maggiormente investono sul posto di lavoro». In sintesi: meglio fai, più guadagni. Carabelli non lo ha spiegato in modo così crudo, ma la filosofia è questa ed è logica. Il mercato del lavoro è cambiato. Oggi si richiedono produttività e flessibilità. Non parliamo di sfruttamento. Si tratta di incentivare, premiare, i migliori. E i migliori alla Iselfa si misurano in produzione e non assenteismo. Assenteismo è uno dei punto che hanno spinto l’azienda a formulare la nuova proposta. «Analizzando i dati – spiega Carabelli – abbiamo visto che sistematicamente abbiamo picchi di assenteismo che vanno oltre il 15%». La media è del 2, 3%. Il 15% è un dato mensile di assenteismo per malattia oggettivamente anomalo. Il lavoro in una forgia è oggettivamente pesante “e questo lo sappiamo e lo consideriamo», spiega Carabelli. Ma che oltre il 15% degli operai sistematicamente si ammali ogni mese è oggettivamente un dato molto al di sopra della media. E di questo tiene conto il “premio produttività”: che cala in base a quante assenze per malattia (ovviamente ferie e festività sono escluse) il dipendente compie in un mese. Il che non significa «chiedere di sacrificare la propria salute», spiega Carabelli che aggiunge: «Sia chiaro io qui non voglio apparire come un santo. È evidente che voglio ottimizzare la produttività. Ma con soddisfazione dei dipendenti». Altro nodo al vaglio delle contrattazioni. La turnazione sulla linea di forgia più pesante. Oggi ruotano quattro persone. «Abbiamo chiesto di poter fare, e per noi è fattibile, lo stesso lavoro con una turnazione di tre persone. Quanto meno di provare». Ovviamente nessuno sarà allontanato: «siamo in una fase in cui stiamo assumendo», precisa Carabelli. L’azienda risponde, come tutte le aziende, a logiche di mercato. «Abbiamo investito molto – spiega Carabelli – In quattro anni abbiamo acquistato quattro linee di produzione robotizzate. Ciò non significa che abbiamo le casse piene di soldi, ma che abbiamo fatto investimenti attraverso le banche. Valuteremo ogni commessa. Ogni ordine. I costi non li stabiliamo noi: li stabilisce il mercato. E ci saranno commesse, probabilmente, che potremo evadere con l’utilizzo di tre operai sulla linea più pesante». Ieri il nuovo incontro tra le parti al tavolo delle trattative. Nei prossimi giorni ci saranno nuovi sviluppi.