Virus, un milione a chi è in ginocchio

La Prealpina - 06/04/2021

Le povertà e le fragilità, al plurale. I segni economici, sociali e di tenuta delle famiglie lasciati dalla pandemia sono sotto gli occhi di tutti. Non poteva non incidere, e in modo significativo, sulle scelte della Fondazione comunitaria del Varesotto che da sempre é vicina agli enti che operano sul territorio sostenendo progetti in vari settori. E ora che tutti o quasi sono segnati dal virus, ecco che gli stanziamenti previsti sono indirizzati verso il sostegno al contrasto della povertà, in ambito culturale ed educativo, non solo per quanto riguarda il pagamento delle bollette. Dall’impossibilità di dotare tutti i figli di un computer per la Dad, alla grande attenzione, collegata ai ragazzi in difficoltà, alla pavertà culturale intesa come impoverimento delle proposte. Da qui l’idea di investire 500mila euro per interventi sociali, nell’arco del 2021, con una serie di bandi, ai quali si aggiungono 231mi1a euro come risorse Cariplo per sostenere progetti meritevoli che non rientrano nei bandi. Inoltre, sono a disposizione 450mila euro, sempre da fondi territoriali Cariplo, anche attraverso il fondo Pro.Va Solidale che sarà incentivato con l’avvio di raccolta di denaro sul territorio. La prossima settimana sarà invece dato il vai altri due bandi, uno rivolto nello specifico ai ragazzi, indirizzato al sostegno di oratori e centri estivi e uno per arte e cultura, di 360mila euro. Obiettivo: interventi su opere mobili, che consentano di alles tire una mostra specifica per fare vedere quanta e che cosa si é riportato alla bellezza o proposto per la prima volta nell’ ambito dell’arte e del bello, nonostante le ristrettezze imposte dalla pandemia. «Parliamo di povertà al plurale perché ci sono più sfumature differenti: la povertà intesa come mancanza o scarsità di risorse economiche, ma anche la povertà educativa che riguarda minori e ne compromette il futuro – spiega Maurizio Ampollini, presidente di Fondazione comunitaria del Varesotto – e quella culturale che, con l’impoverimento delle proposte culturali, minaccia la tenuta delle relazioni sociali e della coesione delle comunità». La pandemia ha lasciato un segno pesante «in termini di impoverimento generale e di difficoltà economiche – continua Ampollini, che opera in stretta sinergia con il segretario generale di Fondazione comunitaria Massimo Pavanello -. Basti pensare al dato diffuso in questi giorni da Camera di Commercio di Varese sulla perdita di occupazione». Tra le iniziative portate avanti sul territorio dal 2009, vi ù anche il microcredito, aiuti dati alle famiglie da mille fino a un massimo di 3mila euro, non erogati direttamente ma tramite, di solito, i servizi sociali dei comuni. Ai progetti di microcredito hanno aderito finora otto Comuni (Busto Arsizio, Cassano Magnago, Castellanza, Saronno, Somma, Tradate, Vedano e Venegono Inferiore). «Il comune di Varese – conclude il presidente – pare stia pensando a questa opportunità di sostegno alle famiglie, famiglie che vengono responsabilizzate poiché il prestito deve essere restituito». Finora il microcredito ha sostenuto 157 progetti a favore di altre ttante famiglie, per un valore complessivo di 360mi1a