Virate sotto i 1.200 piedi Torna l’incubo del rumore

La Prealpina - 16/11/2018

Rumore nei cieli, ma le armi dei sindaci sono spuntate. In commissione aeroportuale crollano le poche certezze a cui aggrapparsi contro i disagi dei decolli sopra la brughiera: «I 1.200 piedi delle virate? In realtà sono 450, meno di 200 metri». È il sindaco di Casorate Sempione Dimitri Cassani a sfogarsi contro le spiegazioni che gli enti di controllo (Enav ed Enac) oppongono regolarmente alle doglianze che i rappresentanti del territorio mettono sul tavolo delle riunioni della commissione aeroportuale rispetto al problema del disagio che le popolazioni intorno a Malpensa vivono quotidianamente per il rumore causato dai sorvoli degli aerei.

E siccome la virata è il momento più rumoroso in fase di decollo di un aereo, il primo cittadino Casorate Sempione ha strabuzzato gli occhi di fronte all’amara scoperta fatta all’ultima riunione: «In realtà i 1.200 piedi sarebbero solo 450 perché a quella quota i piloti sono tecnicamente in condizione di intercettare la SID, ovvero la rotta prestabilita». I 450 piedi di cui parla Cassani corrispondono circa a 140 metri di altezza, quasi un terzo rispetto ai 365 dei famosi 1.200 piedi che i sindaci hanno sempre considerato la soglia standard di sicurezza degli aerei. Un’altra certezza che crolla al pari di quella che riguarda il cosiddetto “scarrocciamento”, vale a dire il margine di tolleranza che un aereo può avere rispetto al tracciato ideale che è tenuto a seguire in cielo. Nell’ultima riunione della commissione aeroportuale si sarebbe scoperto che questa tolleranza negli stessi sistemi di navigazione montati sugli aeromobili corrisponderebbe addirittura a un miglio. Più di un chilometro. Il che vuol dire che la possibilità degli enti di controllo di costringere ed eventualmente sanzionare le compagnie aeree che non rispettano le rotte previste negli scenari condivisi con i Comuni del territorio è fortemente limitata.

«Sono rimasto letteralmente basito. Con una tolleranza così ampia è come non avere nessuna limitazione» lo sfogo del sindaco di Casorate Sempione, che insieme al suo collega di Assago Seprio, Claudio Montagnoli, da tempo contesta il fatto che i velivoli che decollano da Malpensa finiscono un po’ troppo spesso direttamente sopra le teste dei loro concittadini, passando in pieno sopra i centri abitati, piuttosto che sorvolare le zone meno densamente urbanizzate a cavallo dei due Comuni dove creerebbero disagi molto più limitati. Ma di rassegnarsi i sindaci non ci pensano nemmeno. Perché la presenza di Malpensa deve essere sostenibile. Soprattutto considerando il vero “incubo” che c’è dietro l’angolo: i tre mesi di chiusura dell’aeroporto di Linate, che porteranno tutti i voli a Malpensa tra l’estate e l’autunno del prossimo anno. Un appuntamento a cui il Cuv vuole farsi trovare pronto.