Ville Ponti – Aggrappati al General

La Prealpina - 16/12/2021

Scola, o il declino». Verdetto unanime dai contributors a vario titolo della galassia Pallacanestro Varese radunati alle Ville Ponti per una cena natalizia in cui il General è visto come la stella polare per riportare il club biancorosso a certi fasti.

«L’analisi della Prealpina di ieri? Non fa una piega: stare in serie A con i nostri mezzi è sempre più dificile». Parole di Giuseppe Boggio, il vicepresidente della società in rappresentanza del consorzio, storico braccio destro di Alberto Castelli.

COLPA DEL VIRUS – «Il Covid ci ha penalizzato ulteriormente per il problema degli incassi, già oggi dovremo trovare 200mila euro per chiudere la stagione: eventuali nuovi sponsor serviranno a quello, non certo al mercato». Dunque, ben venga Scola e il suo progetto, perché l’alternativa è preoccupante. «Gli ultimi anni sono stati mediocri? Verissimo, ma è quel che ci possiamo permettere. Avanti così potremo solamente fare la spola tra serie A e A2… A questo punto ben venga Scola e il suo progetto, per il quale è centrale ma anche centrato: al di là del lato sportivo, Luis ha mostrato capacità manageriali superiori ad ogni aspettativa».

RAGGIO DI SOLE – «Mediocrità? Fa davvero male sentirlo dire, soprattutto per chi da anni ci mette passione e risorse – gli fa eco Marcello Laudi, storico consorziato che fa parte del CdA di Varese nel Cuore dal 2014 -. Però purtroppo il consorzio si è assestato, più di così non è in grado di fare. E Scola è un raggio di sole in un cielo nuvoloso, col rischio che arrivi la tempesta: non dico sia l’ultima speranza, ma sicuramente è un’opportunità per una svolta…».

OLTRE È IMPOSSIBILE – Il concetto del consorzio che ha raggiunto il suo Zenit, e ha bisogno del supporto di Scola, lo condivide anche Vittorio Ballerio, sponsor e appassionato di sport a livello trasversale: «Varese nel Cuore ha già fatto tanto garantendo la continuità della società per diverse stagioni, ma oltre questi risultati è impossibile andare. La sopravvivenza è importante, ma dopo un po’ servono stimoli nuovi e Scola offre la possibilità di poter programmare obiettivi a medio-lungo termine anziché limitarsi a lavorare su un orizzonte che non va oltre la stagione in corso. E poi apprezzo molto l’importanza che Luis attribuisce al settore giovanile».

GIOVANI AL CENTRO – Tema che è ovviamente caro a Gianfranco Ponti, che con la sua Academy è ancora in fase “appoggio esterno” in attesa di capire il suo futuro dall’1 luglio 2022. «L’analisi sulle vostre colonne è perfetta, non c’è altra soluzione che affidarsi a Scola per cercare di garantire una svolta in una serie A sempre più impegnativa a livello economico. Nel progetto ci sarà spazio anche per l’Academy? Lo spero vivamente, anche se, contrariamente a quanto si dice, non dipende solo da noi».

Insomma il concetto condiviso è che a Varese la serie A sta diventando sempre più complicata da reggere dagli attuali maggiorenti e l’operazione Scola è imprescinbile per aprire orizzonti diversi dal traccheggiamento obbligato. «Non si può far altro che prendere al volo questo treno, soprattutto perché può davvero essere l’ultimo per riportare Varese a certi fasti» la chiosa finale del presidente del Trust, Umberto Argieri.

Bollicine e melograno nel risotto per tutti

Metti una sera a cena con la Pallacanestro Varese. Natale festeggiato alle Ville Ponti per una piacevole convivialità mischiando giocatori, staff, dirigenti, sponsor, consorziati e tutti i membri della grande famiglia biancorossa. Una tradizione storica, riservata lo scorso anno a pochi intimi a causa del Covid, ripresa con le dovute precauzioni con uno schieramento praticamente completo di “Varese nel Cuore” e “Il Basket Siamo Noi” (assente invece il main sponsor Rosario Rasizza che negli anni però è stata presenza sporadica all’evento). Menù a buffet con piatto unico – risotto allo champagne col melograno – che ha favorito il girovagare tra i tavoli non assegnati e la reciproca conoscenza tra persone che interpretano ruoli completamente diversi nella grande famiglia della Pallacanestro Varese. «Manca la mia pizza? Se la squadra l’avesse chiesta mi sarei sacrificato per tutti, sarà per la prossima volta» sorride il coach Adriano Vertemati promettendo il suo piatto forte per momenti più felici. La formula della serata funziona perché la squadra si mischia alla gente che la sostiene (Alessandro Gentile stabilmente a fianco dei collaboratori degli uffici e del palasport) e si crea quel senso di vicinanza che anche i giocatori percepiscono (era stato lo stesso cestista casertano su queste colonne a sottolineare quanto sia importante il ruolo di chi sta dietro le quinte in un club ben organizzato come Varese). «La squadra, nonostante il momento complicato, ha voluto esserci a questa bellissima serata che abbiamo voluto organizzare a dispetto del Covid: grazie per il supporto che continuate a darci» il messaggio di Luis Scola condiviso dal capitano Giancarlo Ferrero. Rispetto alle annate trascorse in diverse posizioni di classifica, le uscite pubbliche di società e giocatori sono state molto più laconiche, ma il clima piacevole e disteso della serata (Gaia Accoto della LegaBasket nella foto) ha comunque evidenziato la familiarità dell’ambiente biancorosso anche in un momento nel quale il piatto piange alla voce vittorie.