Villa Recalcati vende la “Casa del Pittore”

La Casa del Pittore, un immobile carico di storia e di arte nel borgo dipinto di Arcumeggia. Villa Maga, a Leggiuno, a ridosso dell’eremo di Santa Caterina del Sasso. E ancora: il capannone Palude Brabbia, nel territorio di Casale Litta, e un vecchio edificio, anzi sarebbe meglio dire un ultimo avamposto di controllo, a Veddasca, in via alla Svizzera, un tempo adito a caserma della Guardia di Finanza. È questo il clou, in fatto di stabili e dimore, del piano delle alienazioni varato dalla Provincia. Si tratta ovviamente di proprietà: Villa Recalcati, stilando appunto il documento delle valorizzazioni e alienazioni immobiliari per il triennio 2020-2022, ha fatto una ricognizioni dei beni e deciso, come previsto dalla legge, quali possano essere ceduti in quanto non strategici. È bene precisare che si tratta di prospettive: non necessariamente dovranno essere perseguite. Ma il destino è quello: immobili che l’ente non utilizza, non sono quindi indispensabili all’attività della Provincia, e pertanto finiscono nell’elenco delle possibili o probabili cessioni. E in questa lista, figurano “nomi eccellenti”, come la Casa del Pittore ad Arcumeggia, già sede di piccole mostre o incontri, e la caserma lassù, a Veddasca, tra Italia e Svizzera. Ecco nel dettaglio il valore che Villa Recalcati, nel piano appena approvato, attribuisce a questi immobili: Villa Maga 700.000 euro; il capannone Palude Brabbia 129.900; l’ex caserma a Veddasca 200.000; la Casa del Pittore 105.000. Queste, peraltro, sono le alienazioni previste nel 2021. Nel 2002, altre due ipotizzate: la foresteria a Santa Caterina del Sasso, per un valore di 340.000 euro e un appartamento in via Zucchi a Varese per 91.650. Questo per ciò che riguarda gli edifici. Nel documento la parte più rilevante sotto il profilo economico riguarda i terreni. E qui, la Provincia è davvero un forte possidente; basti pensar che ne inserisce nel piano delle alienazioni ben 380, distribuiti in numero comuni del Varesotto, soprattutto quelli meno urbanizzati. Si tratta non solo di prati o boschi, ci sono anche sentieri, fondi agricoli, aree cuscinetto con strade o palazzi. Il valore complessivo dei terreni, di cui appunto viene stabilita per il futuro la cessione, è di oltre sei milioni di euro. La Provincia stila ogni anno il piano (triennale) delle alienazioni e capita quindi che la maggioranza dei beni (se nel frattempo non ceduti) venga riproposta di volta in volta. C’è poi un’altra osservazione da fare: gli immobili non sempre trovano acquirenti, anzi si verifica più di frequente il nulla di fatto.