Villa Mylius, un’altra incompiuta?

La Prealpina - 10/07/2017

Cambiare o no il progetto di Villa Mylius? Sul trema la maggioranza a Palazzo Estense è tutt’altro che compatta. Giudizi contrastanti, non solo sulle sfumature, dividono i gruppi del centrosinistra. Il capogruppo del Partito democratico Luca Conte sottolinea che «in passato abbiamo criticato le modalità, l’iter e le poche certezze sul futuro della villa. Certamente non abbiamo mai messo in dubbio un’eccellenza italiana come Gualtiero Marchesi. Oggi occorre proseguire sulla strada intrapresa, anche perché il progetto è avviato e molti impegni ormai sottoscritti, migliorando però la convenzione e cercando di porre l’accento sull’interesse pubblico dell’intervento». Il più critico è Valerio Crugnola di Varese 2.0, la lista civica del vicesindaco Daniele Zanzi: «L’orientamento primario – afferma il consigliere comunale – è respingere l’Accademia del gusto, che ha poco senso a Villa Mylius, perché l’edificio ha caratteristiche storiche e di pregio e non può essere rovinato per realizzarvi cucine o, eventualmente, un ristorante o un parcheggio, mentre il parco deve rimanere intatto. Inoltre le nostre riserve si riferiscono al fatto che la villa è associata anche a una scuola di musica che sarebbe gestita dalla figlia di Marchesi, un aspetto poco elegante. Su questo ci opporremo sempre. Quanto alll’Accademia del paesaggio, in cui Zanzi non avrebbe alcun ruolo, ho lavorato all’ipotesi di un coinvolgimento del Politecnico di Milano, ma non ho trovato un finanziamento. Detto ciò sono disponibile a valutare una soluzione che tolga di mezzo la scuola di musica e si concentri sul gusto, purché si alzi la qualità internazionale. Per adesso, infatti, si tratta di un corso per chef che verrebbero a Varese nei weekend, ai quali interessa fondamentalmente ricevere l’attestato di un seminario di due giorni con Marchesi».

Per Tommaso Piatti della Lista Gaimberti «la convenzione con Marchesi va nella direzione giusta. Tuttavia non bisogna aver fretta perché l’Accademia del gusto può convivere con il paesaggio e pure come luogo di riposo sulla via Francisca. Villa Mylius, rimasta chiusa per decenni, deve necessariamente essere riempita». Enzo Laforgia di Progetto concittadino si concentra invece sul concetto di uso pubblico dell’edificio: «La convenzione stipulata è rigida e bisogna capire quali margini di negoziazione possano esserci fra il Comune e gli altri soggetti per aprire una dimensione legata a salute, alimentazione e benessere rivolta alla città, rispetto a una gestione solamente privata». Infine Mauro Gregori, del Gruppo misto, ha ribadito più volte su Facebook di essere «favorevole all’Accademia del gusto di Gualtiero Marchesi. Chi è prevenuto perché vorrebbe al suo posto una ipotetica e senza basi valide Accademia del paesaggio si rivela un prepotente. Nessun altro in dieci anni ha proposto alla nostra comunità di investire 500mila euro per portare la cultura gastronomica in città. Trovi Zanzi, che tanto si altera, un investitore che faccia altrettanto».