Villa Mylius, altre scintille Scontro Zanzi-Gregori

La Prealpina - 07/07/2017

Daniele Zanzi contro Mauro Gregori. Il vicesindaco contro il consigliere comunale di maggioranza. Entrambi esponenti di liste civiche alleate del centrosinistra e formalmente schierate a sostegno dell’Amministrazione comunale guidata da Davide Galimberti. Non c’è pace, a Palazzo Estense. Neppure il tempo di consegnare agli archivi lo scontro interno al gruppo del Partito democratico dopo la “tregua” sottoscritta lunedì scorso, ed ecco, immediata, un’altra grana per il primo cittadino, ancora una volta alle prese con divergenze profonde e forse insanabili nella coalizione costruita per sfrattare dal municipio Lega nord, Forza Italia e soci.

Lo scontro, questa volta, è esploso sul futuro di Villa Mylius, la prestigiosa residenza immersa in un parco secolare donata al Comune dalla famiglia Babini Cattaneo e destinata a ospitare l’Accademia del gusto che lo chef Gualtiero Marchesi ha accettato di realizzare a Varese, miscelando due alte scuole di cucina e di musica. Un’idea accarezzata già dalla precedente Amministrazione comunale, ereditata dagli attuali inquilini di Palazzo Estense e ormai a un passo dall’avvio dei lavori necessari per trasformare il progetto in realtà. Le riserve di Daniele Zanzi, rispetto alla prospettiva di consegnare definitivamente a Marchesi le chiavi di Villa Mylius, in virtù di una convenzione pluriennale con l’Amministrazione comunale, sono note.

Il numero due della Giunta non è convinto e, anzi, vorrebbe ridistribuire spazi e risorse economiche destinate all’Accademia del gusto per creare, sempre a Villa Mylius, un’Accademia del paesaggio. Così non la pensa Mauro Gregori, ex esponente della lista civica di Davide Galimberti oggi confluito nel Gruppo misto, ma sempre all’interno del perimetro della maggioranza. E così non la pensa neppure il presidente del Consiglio comunale Stefano Malerba, rappresentante della Lega civica, formalmente all’opposizione ma sempre più “collaborativo” con il sindaco e la squadra degli assessori. Tanto è bastato per alimentare tensioni che si sono trascinate per settimane e che, nelle ultime ore sono riesplose sul campo di battaglia dei social network. Post contro post. Opinioni, accuse, insulti. «Mauro Gregori – si è sfogato Zanzi dopo avere incrociato un testo pubblicato un paio di settimane fa dal blogger divenuto consigliere comunale – ha espresso pesanti giudizi su di me e sul mio operato, fino a definirmi una persona che agisce per fini personalistici, maniacali. Tutto ciò e inaccettabile. Non mi interessano le scuse, private o pubbliche, vorrei sapere cosa pensano al riguardo il sindaco e la Giunta, perchè in assenza di pubblica dissociazione dovrei ritenere che condividono i giudizi espressi da Gregori». Immediato il corso dei commenti e puntuale il silenzio di Davide Galimberti che sembra aver preso le distanze dall’ennesima polemica. Un’imparzialità che, tuttavia, Zanzi non è disposto ad accettare: «Così non si va da nessuna parte».

Dimissioni all’orizzonte? Questa volta l’ultimatum non è stato annunciato, neppure su FaceBook. Ma in via Sacco sono in molti a essere convinti che la corda non sia mai stata così tesa. E sfilacciata.