Villa Bozzolo “chiama” Milano e la Svizzera

Da un lato Milano, dall’altro i laghi e il Canton Ticino: per Villa Della Porta Bozzolo, che con più o meno ventimila visitatori l’anno rimane al di sotto delle sue potenzialità, si annuncia una sorta di “strabismo turistico” con cui il Fondo per l’ambiente italiano si pone l’obiettivo di toglierla dallo splendido isolamento in cui si trova (il buon numero di visitatori è però legato in prevalenza al circuito-Fai) per immetterla in una “rete” di siti culturali che possa guardare su due lati, il territorio milanese e quello lacustre, con particolare riguardo al comprensorio ticinese. A trent’anni esatti dalla sua cessione al Fai, allora presieduto da Giulia Maria Crespi, si impone un nuovo modo di guardare a questo come ad altri Beni del Fondo. Se n’è parlato nel corso di un incontro in villa dal titolo “Scenari e prospettive di sviluppo per Villa Della Porta Bozzolo nel sistema culturale e territoriale locale”, dove l’aggettivo “locale” va inteso pensando non solo alla Valcuvia. Relatore Luca Garavaglia, dottore di ricerca in Società dell’Informazione (suo è il recente saggio “Località in movimento” che fin dal titolo indica l’impostazione dei suoi studi) e coordinatore del master in Sviluppo Locale all’Università del Piemonte Orientale. Ha presentato un suo studio «teso ad una migliore immersione della proprietà all’interno del territorio di cui è uno dei fulcri più importanti». «Ne risulta – ha aggiunto – che la Valcuvia è parte strutturale, al di là del Varesotto, dello stesso sistema milanese sia in ragione della storia che li lega, sia dell’attualità. Tanto che siamo di fronte ad una sorta di “valle fuori porta” che consente agli abitanti della metropoli una full immersion in un’area polivalente sotto i profili naturalistici, culturali, gastronomici, sportivi. Un territorio molto ricco e variegato verso il quale incanalare nuovi flussi turistici, indipendentemente da ciò che rappresentano i soci Fai». «Valcuvia e Villa Bozzolo – ha concluso – rappresentano una vetrina contro il turismo mordi-e-fuggi, il fulcro di una forza attrattiva che, grazie alle sinergie messe in campo dallo stesso Fai, è capace di coinvolgere da un lato il territorio metropolitano milanese, dall’altro quello elvetico». In altri termini, è venuto il momento di fare sinergia “evidenziando – per usare le parole con cui il Fai ha presentato l’iniziativa – le possibilità di crescita future e le sinergie possibili tra attori locali per il rafforzamento dell’offerta culturale e turistica».