Viaggio multimediale nei musei Il gioiello di Nomos vale una visita

Una collana di guide ai musei di Varese non solo da scoprire, ma da custodire. Con la sapienza della Nomos Edizioni di Busto e per merito della capacità di fare squadra delle varie realtà museali, nasce Varesemusei, strumento agile e ben curato per accompagnare il pubblico alla scoperta del patrimonio artistico della città giardino. Con tanto di versione in inglese. Grazie alla condivisione di risorse, esperienza e competenze I musei Civici, il museo Baroffio e del Santuario, il museo Castiglioni e la Casa Museo Lodovico Pogliaghi hanno centrato, insieme, l’obiettivo di migliorare e qualificare l’esperienza di visita della città per gli appassionati d’arte, ma non solo. Nomos è «lieta di pubblicare le cinque guide ai musei della città giardino, coronamento dell’insieme di interventi di valorizzazione culturale della città e del Sacro Monte realizzati in occasione di Expo a beneficio dei cittadini lombardi e dei turisti, utile strumento fino ad oggi mancante», dicono dalla casa editrice di Busto Arsizio. Volute dall’assessorato alla Cultura, le cinque guide valorizzano i luoghi messi sotto la lente di curatori autorevoli e appassionati e li raccontano, invitando e guidando il visitatore a scoprire la città, la sua storia e le sue bellezze grazie anche alla versione inglese e ai vari strumenti multimediali studiati e realizzati per una fruizione davvero completa. Jessica Silvani, coordinatrice del progetto insieme a Daniele Cassinelli, sintetizza così la ricchezza del patrimonio varesino: «I musei di Varese non si esibiscono ma anzi si celano dentro parchi storici, dietro le facciate di palazzi eccellenti, tra le case addossate del Sacro Monte; non sempre si fanno scoprire e amare a un primo sguardo. Tuttavia la ricchezza delle collezioni – dai reperti archeologici e storici alle opere d’arte – e la varietà e la qualità delle attività proposte ne fanno un luogo vivo che offre molte occasioni di conoscenza e svago. Laudendo docere»