Viabilità a Malpensai desideri dei sindaci

La Prealpina - 13/12/2018

La viabilità attorno a Malpensa è sotto scacco. Ma tra il dire (o il progettare) e il fare, manca un mare… di soldi.

Oggi in Regione Lombardia si aprirà la nuova fase dell’iter di realizzazione della tratta ferroviaria tra il Terminal 2 di Malpensa e la linea del Sempione a Gallarate, uno degli interventi in rampa di lancio per l’accessibilità all’aeroporto. Con la controversa ferrovia l’altro cantiere pronto a partire (tra un anno, stando a quanto annunciato recentemente dall’assessore ai trasporti di Regione Lombardia Claudia Terzi) è quello della “bretella di Gallarate”, primo lotto da 118 milioni di euro della variante alla statale 341 che collegherà lo svincolo della Pedemontana sulla A8 con la superstrada 336 all’altezza di Gallarate-Samarate e con lo svincolo di Vanzaghello della Malpensa-Boffalora. Un’opera che, agli occhi del territorio, «non è destinata a cambiare granché» rispetto ai problemi attuali della viabilità, in particolare riguardo al tema del congestionamento della superstrada 336, come fa notare ad esempio il sindaco di Cardano al Campo Angelo Bellora. Anche perché il tratto più atteso è quello della “variante di Samarate”, che porterebbe via tutto il traffico che oggi entra nei centri abitati di Verghera e Ferno.

Per i sindaci sarebbero ben altre, talvolta anche molto meno costose, le priorità su cui intervenire da subito per alleggerire la pressione che il traffico impone sui loro territori. In primis il progetto di messa in sicurezza di via Giusti a Somma Lombardo, su cui sta lavorando la stessa Sea. Un’opera indicativamente nell’ordine di qualche milione. Subito sotto nella lista delle opere da realizzare nell’immediato compare la pista ciclabile dal Ciglione al Terminal 2, su cui il Comune di Cardano al Campo confida per un duplice fine, quello di garantire finalmente un accesso a Malpensa per le biciclette, ma anche come potenziale via di fuga per i mezzi di soccorso da e per l’aeroporto in caso di intasamento della 336 (che è priva di corsia di emergenza).

Il progetto di massima, redatto da un esperto della Fiab, la federazione degli amanti della bicicletta, costerebbe attorno a quattro milioni per quattro chilometri di pista ciclabile anche lungo la via Giovanni XXIII di Cardano, una cifra destinata a salire in caso di “upgrade” del percorso, in modo da renderlo utilizzabile in caso di emergenza anche dai mezzi di soccorso. Servirebbero almeno 15 milioni di euro invece (questa la stima di massima fatta dall’allora assessore provinciale Aldo Simeoni nel 2012) per il secondo tratto della Sp28 dal Novotel al ponte del Bettolino di Gallarate, alternativa al traffico diretto a Malpensa che oggi passa dal quartiere dei Ronchi e dalla via Giovanni XXIII di Cardano. Ma il progetto si è perso nella notte dei tempi, così come quello della Tangenziale di Somma, la cui ultima versione ai tempi dell’amministrazione guidata dal sindaco Guido Colombo “cubava” ben 130 milioni di euro. Nel frattempo la 336 non può essere allargata, mentre incombe la paura del grande “patatrac” viabilistico quando la prossima estate su Malpensa si riverseranno i voli di Linate. L’assessore regionale Claudia Terzi ha promesso «l’attivazione di un tavolo con le amministrazioni locali e le prefetture interessate, al fine di mettere in campo misure ad hoc in vista della temporanea chiusura di Linate».