Via la tassa d’imbarco vincono le compagnie

La Prealpina - 31/10/2016

La vittoria temporanea delle compagnie aeree, capitanate da easyJet e Ryanair in testa, ora è diventata definitiva. La prima bozza della legge di Stabilità varata dal governo conferma il congelamento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, più nota come tassa d’imbarco, deciso la scorsa estate. Anche per il 2017, dunque, il rincaro su ciascun biglietto aereo rimarrà di 6,5 euro contro i 9 entrati in vigore dallo scorso gennaio ad agosto. Com’è noto, le compagnie aeree e in particolare la low cost irlandese avevano minacciato di ridimensionare la propria presenza sui cieli italiani se il governo non avesse fatto dietrofront. Da quel momento iniziò una lunga serie di trattative con il ministro dei Trasporti Graziano Delrio che convinse il governo a tornare sui propri passi almeno fino a dicembre. Ora quel provvedimento sembra diventato definitivo. Sarà di certo soddisfatta il direttore per l’Italia di easyJet, Frances Ouseley, che soltanto a inizio agosto, commentando il dietrofront di 2,5 euro, parlava in questi termini: «Auspico sia un primo passo verso una completa abolizione della tassa. Da gennaio, infatti, il problema si riproporrà in modo strutturale e va quindi affrontato con maggiore incisività, da subito, intervenendo già all’interno della prossima legge di Stabilità, che rappresenta una ulteriore opportunità di ridurre le addizionali d’imbarco e imprimere quindi positivi cambiamenti dal 2017 in poi». Secondo l’Ibar (Italian board airline representatives), infatti, l’aumento di 2,5 euro genera un saldo negativo di 750mila passeggeri annui e la conseguente perdita di oltre 2.200 posti di lavoro tra settore e indotto. Numeri che hanno convinto il governo ad accogliere le proteste delle compagnie.