Via alla Fiera numero 39ma si pensa alla prossima«Qui il turismo è il futuro»

La Prealpina - 05/09/2016

Una «nuova stagione» per la Fiera di Varese, che si è aperta ieri mattina e fino a domenica 11 settembre proporrà alla città e alla provincia la sua 39esima edizione. Pochi minuti prima del taglio del nastro, alla Schiranna, è il sindaco Davide Galimberti a indicare la necessità di una «nuova chiave interpretativa» per un evento che è «estremamente sentito dai varesini», ma «nelle prossime edizioni dovrà trovare una sua specificità». Quale? La presenza a pochi passi dal sindaco del ministro delle politiche agricole Maurizio Martina fornisce un suggerimento: la Fiera di Varese come una piccola Expo (l’evento dello scorso anno per il quale Martina aveva la delega nel Governo Renzi). E il sindaco Galimberti aggiunge qualche “traccia”: «Se il nostro obiettivo è attirare società e investitori a Varese, con l’obiettivo di rendere grande la città e di farla conoscere, la strada è quella del turismo: basta guardarsi intorno, il lago è a due passi». Concetto subito ripreso dallo stesso ministro del Partito Democratico, che sottolinea lo straordinario «potenziale turistico» del nostro territorio, magari unito a «modelli di sviluppo che guardano ai settori agroalimentare ed enogastronomico».

Certo, la Fiera di oggi, con i suoi 150 espositori, i suoi 8.000 metri quadrati coperti, i suoi ristoranti a tema e il suo calendario di eventi cultural-spettacolari, non è quella di domani. Il sindaco Galimberti, eletto a giugno, ringrazia l’amministrazione leghista che non c’è più e il suo predecessore, Attilio Fontana, e assicura che la Fiera numero 39 non è «la solita» e presenta elementi di novità. Ma tra i nuovi potenti Pd serpeggia lo scontento per una formula che da tempo si ripete uguale a se stessa – tra divani, serramenti, letti che spariscono nel soffitto, grattugie e venditori di taralli – e anche Galimberti nel suo discorso ripete come un mantra le parole «rilancio» e «potenziamento», chiedendo «il contributo di tutti» per cambiare già dal prossimo anno.

La cerimonia di inaugurazione di ieri mattina è stata condotta dal nuovo assessore allo Sviluppo e alle Attività produttive Ivana Perusin, assistita dall’olimpionica di canottaggio Sara Bertolasi in qualità di madrina. Anche Perusin ha parlato di una Fiera che vuole andare oltre la città di Varese e la provincia, diventando attrattiva per i territori vicini e per il Canton Ticino. E poi ha chiesto un minuto di silenzio in memoria delle vittime del terremoto in centro Italia. Momento toccante al quale è seguita la benedizione di monsignor Luigi Panighetti, prevosto della città.

Tra gli altri interventi del primo giorno, quelli del presidente della Provincia Gunnar Vincenzi («La presenza a Varese del ministro Martina è una testimonianza chiara della voglia di rilancio che ci anima: dobbiamo fare squadra»), del presidente della Camera di Commercio Giuseppe Albertini («Ci sono 150 espositori, ma la realizzazione della Fiera ha dato lavoro a 230 aziende e 1.200 persone: siamo contenti che si parli di rilancio e al tema del turismo aggiungiamo già da questa edizione quello dello sport») e di Michela Ferro di Chocolat Pubblicità, che ha organizzato questi nove giorni in riva al lago («Grazie allo Spazio Lavit abbiamo all’ingresso quest’opera dell’artista Giuliano Tomaino: una mano aperta che simboleggia la voglia di incontro»).

Presente al taglio del nastro anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, quasi circondato dallo stato maggiore del Pd locale (due parlamentari,Maria Chiara Gadda e Daniele Marantelli, il segretario regionale Alessandro Alfieri, assessori quasi al completo e diversi consiglieri comunali). Al punto che il governatore a un certo punto non rinuncia a una battuta: «I sindaci cambiano, ma il presidente della Regione resta…». Mentre sul piano istituzionale, Maroni ha apprezzato l’idea di sviluppare il tema “turismo a Varese”, ricordando che è lo stesso tema sul quale l’impegno della Regione è massimo: «Su questo in Lombardia abbiamo investito tante risorse, dato che si tratta di una terra di eccellenze anche da questo punto di vista. Ricordiamo che in Lombardia ci sono dieci siti Unesco dei cinquanta nazionali, e che di questi dieci a Varese ce ne sono quattro: ma quanti li hanno visti tutti?».

Maurizio Martina, infine: il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha spiegato che anche a Varese in questo campo ci possono essere «occasioni di sviluppo» e si possono tentare «sperimentazioni nuove», così che «nuove imprese contribuiscano alla nascita anche di una nuova società».