Vertenza Mascioni in stallo, parti distanti I sindacati chiedono l’intervento della politica

Ancora in stallo la vertenza Mascioni di Cuvio, azienda tessile storica: dopo il primo incontro ufficiale con il fondo Phi, proprietario della Mascioni, i lavoratori in esubero previsti restano 118. Ancora molto distanti le posizioni tra le parti: «Noi chiediamo un ulteriore anno di ammortizzatore sociale, con contratto di solidarietà – spiega Pietro Apadula della Femca Cisl dei Laghi presente all’incontro – così facendo almeno 18 dei lavoratori posti in esubero dall’azienda potrebbero poi, con due ulteriori anni di Naspi, maturare i requisiti per andare in pensione. In più negli anni a venire ci sarebbero altri lavoratori che arriverebbero a maturare poi i requisiti pensionistici, si tratta di un’azienda anagraficamente abbastanza vecchia. Inoltre siamo disponibili anche ad un accordo sulla mobilità, ma sempre sulla base dei criteri della volontarietà». La richiesta insomma, è quella di un’uscita meno traumatica, una soluzione ponte che limiti al massimo l’impatto sui lavoratori e sulle famiglie varesine coinvolte: «Data questa situazione, estremamente grave sia per il territorio che per le persone coinvolte – aggiunge Daniele Magon, segretario generale della Femca Cisl dei Laghi – è necessario intervenga anche la politica. Quanto sta accadendo alla Mascioni è il prosieguo di una crisi industriale che in questa parte della provincia ha già fatto perdere troppi posti di lavoro. Non possiamo più stare a guardare questo degrado industriale che porta povertà e disagi a troppe famiglie. Abbiamo bisogno che anche la politica comunale e provinciale intervenga per verificare tutte le possibilità che ci possano consentire di salvaguardare i posti di lavoro e l’industria della nostra provincia, per garantire il benessere ed il futuro dei cittadini e delle famiglie».