Verbano senza i turisti«Qui è profondo rosso»

La Prealpina - 30/06/2020

La città più importante del territorio a nord del Verbano, sta vivendo la riapertura dopo l’emergenza sanitaria non senza difficoltà, in cima a tutte l’assenza dei turisti.

Anche i visitatori in arrivo dalla Svizzera che, dopo la scoperta sabato e domenica di nuovi casi di contagio in aumento nella Confederazione (62 in ventiquattro ore) potrebbero essere ancora meno inclini a muoversi.

In città si parla spesso del mercato perché quello Luino, con i suoi quattrocento banchi è tra i più grandi d’Europa, ma la città e il suo spazio commerciale, hanno una dignità anche al di fuori di questo appuntamento settimanale.

Chi si muove tra i negozi nel week-end, spesso ascolta ripetersi una sola risposta dopo aver chiesto la situazione vendite: «siamo quasi a luglio, lei vede turisti in giro?».

Nemmeno si può dire che sono arrivati in massa alla riapertura delle frontiere per il primo giorno di mercato settimanale “libero”, perché le stesse testimonianze raccontano di piccoli sparuti gruppi, di mancati introiti importanti.

«Siamo stati aiutati dagli italiani – racconta Ombretta Sgarbi, titolare di un negozio d’abbigliamento -, da coloro che hanno le seconde case e dall’inatteso ritorno dei milanesi».

Ecco, questa del ritorno dei milanesi dopo anni in cui non si vedevano in maniera così massiccia sul Lago Maggiore è una notizia confermata da tutti gli operatori commerciali del territorio.

E non sono solo pensionati che hanno un bilocale in zona, magari nelle frazioni montane. Arrivano sul Verbano anche i nipoti, magari al seguito di fidanzata e compagnia di amici che cercano un locale dove cenare un po’ di refrigerio.

Daniele De Vittori, dal locale di pizza al taglio più frequentato dagli studenti di Luino, si sofferma su un particolare aspetto, ossia la perdita di incassi dovuta proprio alla chiusura delle scuole.

In pausa gli alunni si riversavano qui a mangiarne un trancio e non si può certo rimediare ora in tempo di vacanze estive. Non solo, la pizza al taglio prodotta in questa corte luinese spesso era l’antipasto di entrata a feste sportive e grandi ritrovi, altra voce di guadagno tagliata fuori viste le vigenti normative.

A questo, racconta De Vittori, va aggiunto che non sono scesi gli stranieri che affollano il mercato. Carlo Talamona, che gestisce un negozio di abbigliamento in attività da tre generazioni esorta tutti all’azione.

«Il calo di vendite c’è stato – spiega – si sono rivisti tuttavia i milanesi e qualcosa si muove. Siamo in un’area dove ancora c’è chi può acquistare, con la presenza di frontalieri, ci sono poi i clienti di vecchia data che ci hanno dato una mano a ripartire. Capisco che si faccia fatica a essere positivi ma dobbiamo mostrare fiducia ed infonderla».

C’è anche chi ha appena aperto un’attività nel centro cittadino: sono i soci di un locale che offre ristorazione e prodotti di cucina ricercati, Alessio d’Alberto e Luca Personeni. «Noi abbiamo aperto nel dopo emergenza, da due settimane – spiegano – e quindi siamo forse poco rappresentativi. Registriamo tuttavia una crescita di persone, ma molto lenta, con turisti che forse non si sentono ancora così liberi di girare ed accomodarsi come avveniva prima di questa pandemia».

Abbigliamento, ristorazione, servizi: sul Verbano i turisti, a sentire i commercianti, non ci sono.

Ora aspettano la vera mazzata, spiegano: le tasse dopo i mancati guadagni.