Vco e Novara lombardi Cresce il coro dei “no”

La Prealpina - 16/11/2017

Sull’onda dei referendum promossi da Maroni e Zaia per avere più autonomia, a partire da metà ottobre il “Comitato per Novara e Vco alla Lombardia” ha raccolto nel Verbano Cusio Ossola migliaia di firme per chiedere alla Provincia di indire un referendum consultivo sull’ipotesi di distacco dal Piemonte. Ideatori dell’iniziativa, intitolata “Diamoci un taglio” sono l’ex senatore ossolano Valter Zanetta e il consigliere provinciale del Vco Luigi Spadone, con l’appoggio esplicito di diversi sindaci ossolani e l’alleanza dell’ex sottosegretario di Stato Roberto Rosso, a sua volta fondatore di un “Comitato per il Piemonte a statuto speciale”. La proposta non ha raccolto solo adesioni ed appoggi: il più recente parere contrario è quello della Lega Nord che in una nota diffusa martedì ha ufficialmente reso noto di non aderire alla richiesta di referendum per il passaggio di Novara e del Vco in Lombardia.

Anche l’assemblea provinciale del Partito Democratico del Vco in un documento di fine ottobre l’aveva definita una proposta «demagogica e strumentale», paventando una «condizione di enclave lombarda in territorio piemontese» se a varcare il confine fosse solo il Vco senza Novara e ritenendo necessari supplementi di indagine prima di chiedere l’autorevole parere dei cittadini. Qualche malcontento è nato anche fra esponenti di altre forze politiche, che hanno accusato Zanetta di «tempismo elettorale»: la raccolta di firme, fra l’altro, si è accavallata con un incontro svoltosi negli stessi giorni fra una delegazione del Vco formata dal presidente Stefano Costa e dai capigruppo del Consiglio provinciale e il presidente della Lombardia Maroni, per esaminare il modo in cui è stata gestita la “specificità montana” della Provincia di Sondrio e vedere se non lo si possa replicare per il Vco in Piemonte. In quell’occasione Maroni si era espresso favorevolmente anche sulla proposta di referendum consultivo. Zanetta risponde che la sua è una battaglia di democrazia e che per mille ragioni il Vco è storicamente più lombardo che piemontese. Il malcontento verso Torino è abbastanza diffuso nella cosiddetta “Provincia Azzurra”: ad alimentarlo è la disastrosa situazione economica che vede l’amministrazione provinciale in difficoltà per lo svolgimento di compiti istituzionali, come la messa in sicurezza delle strade, la manutenzione degli edifici delle scuole superiori. Il Vco reclama da tempo il riconoscimento da parte della Regione di ingenti somme derivanti dal pagamento dei canoni idrici sul suo territorio. In settembre era emersa addirittura la proposta di dimissioni di massa del Consiglio provinciale.