Varesotto nel mondoNove miliardi di export

La Prealpina - 25/07/2016

Le imprese in provincia di Varese non mancano di certo. Sono 70.761, delle quali 21.956 artigiane. Busto Arsizio, Varese, Gallarate e Saronno insieme contano 6.076 unità. Una su quattro. Altri due sono i numeri che balzano all’occhio: il manifatturiero è composto da 4.619 imprese, mentre il valore aggiunto per abitante generato dalle piccole imprese è stimato in 1.318 euro. È la fotografia istantanea del mondo imprenditoriale locale in base ai dati diramati ieri da Confartigianato durante il convegno “Varese Mondo: andata e ritorno”. Il lungo lavoro effettuato da Pwc, presentato allo Sheraton da Alessandro Distefano, mostra un tessuto produttivo ancora a forte vocazione manifatturiera. Notevoli sono i risultati in particolare nell’export: il territorio esporta infatti merci per un valore che supera i 9 miliardi di euro all’anno, con una bilancia commerciale sempre positiva. Oltre un terzo del fatturato delle industrie manifatturiere del territorio proviene dalla venduta di beni oltreconfine, grazie soprattutto a produzioni ad alto contenuto tecnologico che spingono l’export, in crescita del 30 per cento negli ultimi cinque anni. Merito soprattutto del settore aerospaziale e delle aziende che producono materie plastiche e altre macchine per impieghi speciali.

Ma secondo Distefano, c’è un altro settore che sta «crescendo fortissimo e al netto di Expo». È il turismo internazionale, con un aumento degli arrivi sul territorio del 31 per cento negli ultimi cinque anni. Se nel 2004 i turisti sul territorio varesino erano 539.206, dieci anni dopo sono più che raddoppiati, arrivando a quota 1.117.891.

«Varese – spiega la ricerca compiuta da Pwc – si è specializzata nell’accoglienza e nella gestione di un crescente turismo congressuale e d’affari, favorito dalla vicinanza di Milano, dalla presenza di Malpensa e Malpensa Fiere, nonché da un rilevante tessuto imprenditoriale». A sostenere questo trend sono soprattutto gli stranieri. «Ma possiamo ancora migliorare», incalza Distefano. «Oggi è un turismo business che ancora non sfrutta le bellezze presenti sul territorio. Il processo di sviluppo ora deve passare attraverso la digitalizzazione».