varesini si spostano solo in auto

La Prealpina - 03/03/2017

I varesini si spostano in auto. Il 64% della mobilità è su quattro ruote (private). Lo certifica lo studio commissionato da Avt per le rilevazioni del traffico e della sosta. L’indagine, propedeutica al nuovo piano dei parcheggi elaborato dalla giunta guidata dal sindaco Davide Galimberti, è stata condotta da un società milanese che ha battuto a tappeto il centro e le periferie in più giornate e dall’alba al dopocena. Ebbene, è l’auto a farla da padrona, seguita dal bus (23% della mobilità), dalle biciclette (9%), dalle moto (3%) e infine dagli spostamenti solo a piedi (1%). Questi dati sono stati comparati con altre città: Parma, Ferrara, Bergamo, Novara, Como e Treviso. Varese ha il più alto tasso di circolazione in macchina (Bergamo 52%, Como 58% per esempio).

Il pesante carico di auto, si riflette sulla sosta. La durata media del parcheggio è di 60 minuti: un’ora sola ti vorrei. Analizzando la dotazione complessiva di posti auto nelle ore di punta dei parcheggi (dalle 10 alle 12) emerge che rispetto al 2008 (epoca di un precedente studio) l’offerta è calata da 5.387 spazi a 4.212 (- 22%), mentre la domanda è scesa del 26%. Morale: pur restando una città che privilegia l’auto, la tappa in centro con relativa sosta è diminuita. E si è leggermente ridotta – fatto confortante – anche la sosta selvaggia: dal 9,3% all’8%.

Quali sono le zone più colpite dal parcheggio irregolare? Dalle verifiche sul campo, spiccano Giubiano (via del Ponte, via Maspero e piazza Biroldi); l’area a ridosso della stazione di Cssbeno (piazzale Meucci e via Milazzo); via Monastero vecchio e via Bortolone vicino al polo scolastico sempre di Casbeno; via Tonale, zona Ferrovie Nord; piazza Beccaria, via Vetera, viale Aguggiari e viale Milano. Altre curiosità dell’indagine: l’ora di punta della sosta in centro e nell’immediata periferia, con saturazione totale di tutti gli spazi disponibili e automobilisti che vagano a caccia del primo che si liberi, è dalle 10 alle 11; tutto esaurito, ma con meno veicoli a caccia, anche dalle 15 alle 16 e dalle 11 alle 12. Questo durante la fascia giornaliera a pagamento perché dopo le 20, quando la sosta è gratuita, ci sono zone nel cuore della città dove non c’è speranza di trovare un posto fino al mattino. Si tratta di quei mini-comparti, caratterizzati da palazzi residenziali (esempio le vie Como e Cavour), dove sei parcheggi su dieci sono occupati (sera e notte) da macchine con permesso rilasciato ai residenti.

A fronte del grande “affollamento” di auto negli stalli più vicini alla zona pedonale, si registra il mai tutto esaurito in piazzale Kennedy, nei giorni ovviamente non di mercato (martedì, mercoledì e venerdì). Il massimo dell’occupazione è del 70%. Questi e altri dati hanno supportato le riflessioni della giunta sul nuovo piano della sosta che punterà sui parcheggi in periferia e la staffetta col bus per andare in centro. E la sosta a pagamento sarà allargata a tutti o quasi i posti bianchi, quindi gratuiti.