Varese vieta alcol e bivacchi

Anche Varese avrà una norma, codificata in un regolamento comunale, che vieta il bivacco. «Anche Varese perché, a scanso di dubbi ed equivoci, altre città hanno già adottato da tempo questa misura» spiega il capogruppo di Forza Italia, Simone Longhini, promotore dell’emendamento, ad una mozione sulla sicurezza, che proibisce appunto di stazionare a lungo in luogo pubblico arrecando disturbo. Il divieto è stato discusso e approvato nell’ultimo Consiglio comunale: favorevoli larga parte degli esponenti sia della maggioranza, sia dell’opposizione. La discussione è stata comunque vivace e ha toccato il punto centrale: che cosa dovrà intendersi per bivacco? Quali comportamenti saranno vietati? Un dilemma non da poco. Che il forzista Longhini liquida così: «Nella mia proposta non ho voluto scendere nei dettagli proprio per consentire ampio dibattito e le necessarie valutazioni in commissione». Il no al bivacco, con relative sanzioni, andrà infatti inserito nel regolamento di polizia urbana e a scriverlo sarà, in prima battuta, la commissione sicurezze e polizia locale. «Auspico che venga convocata al più presto per affrontare questo tema» aggiunge il capogruppo degli “azzurri”. Ma c’è davvero a Varese l’esigenza di una norma locale che metta al bando i gruppetti fastidiosi? «Basta osservare la situazione in piazza Repubblica o corso Moro per dare una risposta». Così Longhini che precisa: «Non è da proibire il fatto di trascorrere del tempo in un determinato luogo pubblico, ma il comportamento che viene associato: rumoroso, molesto o incivile, come nel caso di chi beve e abbandona le bottiglie». Stoccatina poi alla nuova amministrazione comunale: «E spero che verranno date più multe contro il bivacco che nei confronti sosta irregolare della movida».

Il futuro divieto è stato appunto approvato all’interno di una proposta più ampia in materia di sicurezza, formulata dal consigliere Giampiero Infortuna, del Pd. In sostanza, l’esponente dei Democrat ha chiesto «costante e ripetuta azione preventiva e di controllo», in sinergia con le altre forze dell’ordine; l’installazione di «telecamere mobili»; il divieto di consumare «bevande alcoliche all’aperto», 24 ore su 24, nell’area del comparto stazioni e zone limitrofe, fatta eccezione ovviamente per i tavolini dei bar, e la riqualificazione culturale, attraverso mostre ed eventi, delle aree che destano minore sicurezza. Infortuna è soddisfatto del sì del Consiglio comunale anche perché, analoghe misure, le aveva chieste anche nel precedente mandato ma l’allora maggioranza, di centrodestra, le bocciò in aula. Ora, invece, un sostegno trasversale.

È evidente che, come per il bivacco, il divieto di bere alcool nei luoghi pubblici all’aperto andrà specificato nel regolamento di polizia urbana. «Ringrazio i 27 consiglieri comunali – aggiunge l’esponente del Pd – che hanno votato a favore della mia proposta, riconoscendo il senso e la bontà della mozione». Adesso, la fase operativa: passare cioè dalle intenzioni alle regole (da scrivere). E sia Longhini, sia Infortuna, sollecitano tempi abbastanza rapidi per discuterne in commissione.