Varese – Via Magenta dimenticata

La Prealpina - 25/09/2019

Quelli storici, resistono stoicamente. Pochi. L’ingresso in città dall’autostrada è di una tristezza infinita. Fortuna che dovrebbe essere il benvenuto di Varese. Negozi chiusi, sbarrati, strada che è un calvario in coda a qualunque ora, edifici abbandonati. Vetrine vuote, luci spente. Come ribaltare la situazione? «Create un unico senso di marcia, o in una direzione o nell’altra, lungo via Magenta, fate qualche parcheggio ma soprattutto potenziate l’arredo urbano, mettete verde e piante, come avviene nei vialoni delle altre città della provincia e in tutto il mondo». Questa l’idea di chi lavora nella zona. Un automobilista che non ha mai messo piede a Varese, dopo lo stupore per l’accesso direttamente dall’autostrada in città – caso più unico che raro probabilmente a livello planetario – crede di arrivare in una periferia estrema. E invece no, perché superati tre semafori – e non tre chilometri ma la metà – si trova in piazza Monte Grappa, cioè nel cuore del capoluogo. Si pensa che le lamentele siano soltanto per quello che viene indicato come un generale abbandono, da parte dell’amministrazione comunale e delle istituzioni, dei commercianti che tengono duro. E invece sorprende che oltre a proteste e critiche vi sia anche la capacità di proporre soluzioni che vanno oltre l’orticello della propria attività. Idee che parlano di una città più bella e di una strada che è quel biglietto da visita di Varese. Definizione abusata che in questo caso calza a pennello. Come fare per riaccendere le luci delle vetrine? «Il commercio non dura, non c’è possibilità di sosta, le multe fioccano se solo qualcuno accosta, sul marciapiede la mattina troviamo di tutto, escrementi davvero di ogni genere, non c’è praticamente un briciolo di verde». Questo in sintesi, il leitmotiv delle lamentele. I commercianti ricordano ciò che non va nella strada che è divisa in due: la parte più periferica e quella, verso il centro, dopo l’incrocio San Pedrino-Piave, con più vita e attività. «Questa non è una strada di serie B e abbiamo bisogno di sostegno e non solo di pagare le tasse per non avere alcun servizio», dice chi ha scelto di lavorare lungo il viale che porta all’ingresso dell’autostrada. Davvero il senso unico in entrata o in uscita dalla città potrebbe fare girare il traffico in un altro modo, creando un vialone più accogliente e meno caotico? E soprattutto, l’ipotesi è praticabile? Giriamo la domanda – e il suggerimento – agli amministratori.