Varese Via Carrobbio solo a piedi Colpo di freno al progetto

Un pool di esperti dovrà dire, alla giunta e all’amministrazione, in che direzione va la viabilità cittadina. E anche che cosa è meglio fare e come mettere uno stop alle auto in via Carrobbio e in piazza della Motta. Pedonalizzazione in realtà votata anche dal consiglio comunale (su proposta di Piero Galparoli, consigliere comunale di Forza Italia), in una mozione però emendata. E i ritocchi apportati dicono che si chiede sì l’ampliamento delle zone pedonali cittadine e in particolare la pedonalizzazione dell’area compresa tra via Carrobbio e piazza della Motta, ma si demanda, in pratica, la decisione a quando verranno discusse in via definitiva le linee guida del Piano unico della mobilità sostenibile. Così non ha sorpreso più di tanto che l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati abbia appunto fatto riferimento a questo lavoro, prima di prendere una decisione. E che l’assessore alla Polizia locale (e vicesindaco) Daniele Zanzi abbia ricordato la necessità di procedere con uno studio e una progettazione dell’arredo urbano della strada e della piazza. Anche in questo caso, infatti, il consiglio comunale che ha dato il via libera alla mozione, lo scorso giugno, ha dato indicazioni di “predisporre e realizzare da subito interventi migliorativi dell’area(…) al fine di rendere più confortevole e accogliente l’intera zona per i residenti, gli esercenti delle attività commerciali e i loro avventori”.

Ieri sera si è svolta la riunione della commissione congiunta Lavori pubblici (la 3), presieduta da Elena Baratelli (Varese 2.0) e della commissione Polizia locale (la 8) coordinata dal neoeletto Lorenzo Macchi (Pd). Riunione alla quale hanno preso parte anche il comandante della Polizia locale Matteo Ferrario e il commissario Andrea Modena. «Vanno analizzati traffico e sosta nelle aree di cui discutiamo e non solo. Dobbiamo capire, per esempio che cosa succederebbe al traffico nelle strade attorno, come in via Bernascone», ha spiegato l’assessore Civati. E questa analisi comporta uno studio e del tempo. E poiché un progetto puntuale si può fare soltanto con il traffico a regime, quindi a partire da settembre, ecco che decisioni e provvedimenti vengono rinviati. Il vicesindaco Zanzi ha sottolineato la necessità di procedere con una progettazione dell’arredo urbano «prima di chiudere la strada alle auto, i cittadini devono vedere la bellezza e il risultato». E ha ricordato che mai si aprirà il parcheggio di via Mirabello alle auto di chiunque «e anzi andrà in futuro chiuso del tutto a tutti, non si parcheggia nei parchi».

Simone Longhini (Forza Italia), richiede incontri e confronti per stabilire la tipologia della pedonalizzazione, verificare il denaro necessario per rendere più attrattiva, decorosa ed elegante la strada «e giungere in tempo brevi a una scelta condivisa». Stefano Malerba, presidente del consiglio comunale e in questo caso consigliere di Esperienza civica, ha sottolineato: «Va ampliata la pedonalizzazione del centro ma non ci si può concentrare soltanto su una via e una piazza, bisogna procedere con un progetto più organico». Enzo Laforgia (Progetto Concittadino) ha richiesto quali indicazioni e linee guida siano state date al pool di tecnici appena nominati per studiare il piano urbano della mobilità sostenibile. L’obiettivo della giunta e della maggioranza è di ampliare l’area pedonale e favorire la mobilità dolce in città. Per la Motta, le decisioni e le scelte sono però lontane. E di certo non vi saranno sperimentazioni di chiusure, salvo ripensamenti, nel corso dell’estate.