«Varese torni meta internazionale»

La Prealpina - 21/07/2016

«Una scelta di campo molto importante con cui speriamo che Varese possa tornare ad essere, come già fra Otto e Novecento, meta di turismo internazionale». Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo del Fondo per l’ambiente italiano, ha fatto un balzo di gioia alla notizia che Roberto Cecchi è entrato a far parte della giunta varesina come assessore alla Cultura. E non per sentito dire. «Il dottor Cecchi è stato nel consiglio di amministrazione del Fai, dal quale s’è dimesso nei giorni scorsi proprio accettando il nuovo incarico a Palazzo Estense, e quindi lo conosco bene. È una persona con una storia e una cultura straordinarie e averlo scelto andandolo a pescare addirittura a Roma indica che con lui la cultura a Varese può diventare di serie A++. Il sindaco ha operato così una grande scelta che fa onore a lui e ad una città che aspetta di tornare ai fasti di quando era meta di un turismo raffinato da tutta Europa».

Insomma, per la piccola Varese si tratta di un salto di qualità? «Beh, piccola… Come dimensioni, ma non come storia. Pensiamo solo alle ville liberty coi loro parchi, ai grandi alberghi, al Sacro Monte Patrimonio Unesco. Ce n’è da fare invidia a tanti altri luoghi anche senza possedere, tanto per dire, un lago meraviglioso come quello di Como». E poi abbiamo Villa Panza, naturalmente, che il conte Giuseppe Panza ha regalato al Fai e che voi avete aperto al pubblico nel 2001. «Ecco, se un consiglio posso offrire a Roberto Cecchi è quello di mettere in rete Sacro Monte e Villa Panza. Così si creerebbe una sinergia capace di moltiplicare i suoi effetti attrattivi su un pubblico di visitatori internazionale. Perché si tratta di due eccellenze assolute ancora poco valorizzate nel loro insieme».

Il neoassessore prenda nota. Anche perché il consiglio arriva proprio nel momento in cui nelle sale della nobile dimora posta dal Settecento sul colle di Biumo torna l’allestimento originale (quello firmato nella seconda metà del secolo scorso dal conte-collezionista in persona), della collezione permanente di arte contemporanea.

Era infatti dal 2013 che il museo varesino (non lontano ormai dai 60mila visitatori l’anno, record assoluto per una collezione d’arte in provincia) non veniva interamente allestito con le opere che Giuseppe Panza raccolse con passione e competenza nell’arco di tutta la sua vita, dagli anni Cinquanta alla sua morte avvenuta nell’aprile 2010. È quindi possibile tornare ad ammirare la Sala Spalletti, piccola galleria espositiva che custodisce sette importanti lavori dello scultore e pittore che fu esponente del Riduzionismo e che richiamano alla mente i colori degli affreschi del Beato Angelico. E poi ritroviamo le opere di Stuat Arends, Allan Graham, Lawrence Carroll, Christiane Lohr, Ford Beckman solo per citare alcuni artisti di fama mondiale “scoperti” e portati nella Città Giardino dal conte Panza.

Non è tutto. Sabato 30 luglio e sabato 17 settembre, alle ore 14, sono in programma due visite guidate nella “lingua dei segni”; si tratta di un progetto nato in collaborazione con l’Ente Nazionale Protezione e Assistenza Sordi e con il Consiglio Regionale della Lombardia come impegno a tradurre nella realtà i “buoni propositi” di offrire il patrimonio artistico a tutti i cittadini, indistintamente. “Sentire l’Arte”, questo il titolo dell’iniziativa, sarà comunque permanente anche al di fuori delle due date e del periodo fra di esse compreso grazie alla presenza in loco di apposite audioguide messe gratuitamente a disposizione.