Varese sulla rotta dei pellegrini

Attraversare a piedi il Campo dei Fiori, ammirare il Sacro Monte, percorrere la valle dell’Olona e arrivare fino al monastero di Torba; da lì proseguire per Milano e infine raggiungere Pavia. Tutto a piedi, tutto in un percorso che punta a valorizzare le bellezze naturali e artistiche della Lombardia.

La Regione ha dato il via libera al progetto per tracciare, raccontare e promuovere la Via Francisca del Lucomagno, l’antico cammino che unisce la Svizzera al territorio pavese e che veniva utilizzato dai pellegrini del nord Europa per raggiungere Roma. Il progetto di recupero verrà ufficialmente presentato durante la fiera “Fa’ la cosa giusta”, in programma a Milano dall’8 al 10 marzo.

Le prime novità per il Varesotto, però, sono già state rese note: i pellegrini del terzo millennio potranno partire da Lavena Ponte Tresa, percorrere l’ex tranvia della Valganna fino a Cadegliano Viconago, addentrarsi nel parco dell’Argentera e visitare, come detto, due tra i più importanti siti Unesco della provincia.

«Nei suoi 135 chilometri di lunghezza – hanno affermato i responsabili del progetto – la Via Francisca del Lucomagno è una grande opportunità per i diversi territori; una vera infrastruttura con la possibilità di diventare un brand di valore per tutto il tracciato che attraversa».

Protagoniste del recupero, coordinate dalla cooperativa Multimedia news, saranno diverse realtà lombarde: dal Fai a Itineraria, da Hagam a “Le parole che servono”, EoIpso, Archeologistics, Morandi Tour, Bolognin. Un elenco cui, come indicato dai responsabili, «potrebbero presto aggiungersi altre associazioni».

«La Via Francisca – ha affermato l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia Bruno Galli – attraversa tanti territori e li tiene insieme attraverso secoli di vicende storiche e culturali; questo cammino si sviluppa lungo un percorso importante e ricco di elementi e di testimonianze. Sul suo recupero c’è stata e ci sarà sempre più una condivisione di intenti tra pubblico e privato, ora bisogna buttare il cuore oltre gli ultimi ostacoli».

Prima di entrare in Italia la Via Francisca del Lucomagno si snoda per 375 chilometri, dalla città di Costanza fino al Canton Ticino, e ha rappresentato per secoli il modo più semplice per attraversare le Alpi. Negli ultimi decenni i cammini storici hanno avuto un grande sviluppo e la Via Francigena, cui si collega la Francisca 50 chilometri dopo Pavia, vede di anno in anno aumentare le presenze di quei pellegrini che partendo dal Gran San Bernardo si dirigono verso Roma. C’è chi affronta il cammino a piedi e chi in bicicletta; alcuni in gruppo, altri da soli. Varie anche le motivazioni, che spaziano da quelle spirituali-religiose agli interessi culturali. «Il nostro intento – hanno concluso i responsabili – è quello di sviluppare la via come un vero cammino, renderlo un punto di riferimento e sviluppare attorno a esso una cultura dell’accoglienza. Vogliamo dar vita a un sistema turistico attento al movimento lento e costruire un’agenda condivisa delle iniziative lungo il cammino».