Varese Strade piene, negozi vuoti

La Prealpina - 10/07/2017

Sconti e saldi campeggiano sulle vetrine dei negozi del centro, promozioni extra e tagli del prezzo con percentuali di tutti i tipi che arrivano, in alcuni casi, fino al 70 per cento, una cifra già di partenza molto alta per essere alla prima settimana degli sconti.

Eppure, sembra che, dopo l’avvio abbastanza positivo dello scorso fine settimana, il caldo torrido e afoso stia avendo la meglio sullo shopping e sulle svendite: «La partenza è stata abbastanza buona il sabato e la domenica – spiega Giorgio Angelucci, presidente di Uniascom Varese –, i giorni successivi, invece, sono stati un po’ scarsi e le fasce orarie in cui si battono gli scontrini dimostrano che il grande caldo scoraggia i potenziali acquirenti: la mattina c’è movimento, ma nel pomeriggio la gente si ritira verso luoghi più freschi, a casa o, chi può, in piscina».

Marco Risi è titolare di sette punti vendita, quattro lungo le vie del centro e tre a Gavirate, tutti brand in franchising: «Le valutazioni si fanno per confronto con gli anni precedenti e, sostanzialmente, dopo otto giorni direi che siamo in linea. Ciò che invece non è emerso dalle polemiche dei giorni scorsi è che il primo giorno di saldi è stato deludente, un vero e proprio crollo dopo le 16.30, contestualmente con l’inizio della manifestazione delle auto d’epoca, è da folli programmare un evento in concomitanza del primo giorno di saldi estivi, ovvero il terzo appuntamento più importante dell’anno per le vendite. Quindi non capisco la levata di scudi contro il Gay pride, almeno loro hanno avuto il buonsenso di fare la manifestazione in un giorno innocuo e, a mio avviso, non c’è stato danno. Sono pronto a mostrare i tabulati dei flussi dei registratori di cassa e dei controlla-persone del sabato successivo, un autentico disastro in determinate fasce orarie».

Risi sottolinea che gli incassi mancati nel lasso di tempo occupato da manifestazioni ricreative in centro non hanno fatto altro che agevolare centri commerciali, come quello di Arese, e «soprattutto, la mancata vendita non si recupera, la invito a chiedere il parere dei miei colleghi delle altre catene, che ormai sono la maggior parte del retail varesino».

Un avvio con qualche riserva, dunque, nonostante il prolungamento degli orari di apertura, come venerdì con la Shopping By Night, che ha visto i negozi aperti dalle 21 alle 24 e una folla di persone che si è riversata nelle vie del centro senza però oltrepassare la soglia dei negozi.

I commercianti più tradizionali, tra cui Enrico Cellerino che è alla quarta generazione nel settore delle calzature, tornano a parlare del significato dei saldi: «Il termine è stato travisato negli anni, una volta rappresentavano vere e proprie occasioni dei modelli di fine serie e ancora oggi io, nel mio negozio, li intendo così. Ora invece il cliente estemporaneo vorrebbe trovare qualunque foggia, modello e misura anche nei saldi. Non è possibile e lo sanno bene i nostri clienti fedeli che sanno come lavoriamo e coi quali c’è un rapporto di fiducia anche sulle possibilità di sconto».

A mettere ancora più in difficoltà è il discorso delle promozioni ripetute durante l’anno: «È una continua schermaglia di sms – riprende Angelucci –, di avvisi e di promozioni. È così tutto l’anno e, in questo senso ha ragione il mio collega Gualtiero Caudera, amministratore di società nel settore dell’abbigliamento, che proprio al vostro giornale aveva dichiarato che ormai essi sono una farsa e non hanno più senso».