Varese – «Si lavora bene anche da casa»

La Prealpina - 23/03/2020

Ha una filiale proprio
a Wuhan, dov’è partita la
pandemia e, quindi, in un certo
senso, conosceva già il nemico.
Un nemico innanzitutto per la
salute, ma anche per la vita delle
aziende. Ecco perché LU-VE,
azienda con sede a Uboldo che
produce aerovaporatori, aerorefrigeranti
e condensatori, è stata
fra le prime a organizzarsi. Mascherine,
un protocollo di sicurezza
in fabbrica e smart working
negli uffici.
«Ci siamo attivati quasi un mese
fa – spiega Fabio Liberali, membro
del cda e chief communication
officer – con un comitato di
crisi e abbiamo anticipato, con
delle nostre misure, i protocolli
rigidi di sicurezza realizzati dal
Governo. E anche sul fronte dello
smart working da casa siamo
partiti subito. A Uboldo il 70%
dei dipendenti lavora da remoto.
Di solito nel mio ufficio siamo in
8-10 persone e il piano è pieno di
collaboratori. Ora sono da solo e
su tutto il piano ci sono quattro
dipendenti».
Anche nelle altre sedi italiane si
sta procedendo così, anche se lo
smart working è arrivato a circa
il 50% di chi può farlo, perché in
alcune aree non c’è la connessione
come nei pressi di Milano e,
talvolta, i file da condividere sono
pesanti».
Già, perché la parola chiave del
“lavoro smart” è condivisione.
«Come strumenti – aggiunge Liberal

abbiamo messo a disposizione
pc portatili, telefoni
smart o cordless d’ufficio. E poi
sofware di condivisione dei documenti
come gli share point,
dove tutti possono accedere. Poi
utilizziamo programmi come
Skype e Teams, con cui possiamo
lavorare come se fossimo in
ufficio».
Un primo bilancio? Positivo.
«All’inizio si è dovuto prendere
il ritmo, ma ora funziona bene.
Con lo staff ci sentiamo quotidianamente
sia singolarmente
che in gruppo. Verifichiamo il
programma di lavoro portato
avanti e programmiamo questo
su base settimanale e, poi, a lungo
termine. I collaboratori sono
più tranquilli lavorando da casa,
ma ci tengo a dire che anche in
fabbrica abbiamo dei sistemi di
sicurezza al massimo livello».
Liberali va in ufficio «Tutti i
giorni. Sono membro del cda e
parte della famiglia proprietaria.
È giusto dare l’esempio». Ma, in
generale, lo smart working può
essere «Un’opportunità per il futuro:
noi lo avevamo già organizzato
una-due volte alla settimana
per qualche collaboratore
esterno, ma può essere una soluzione
valida pure in situazioni
normali, per chi ha figli piccoli,
per le mamme in dolce attesa o
per qualche altra necessità. Certo,
bisogna essere attrezzati, per
esempio, a partire da un’ottima
connessione».
Insomma, a casa si devono garantire
le stesse condizioni del
posto di lavoro. Ma si possono
anche organizzare momenti
conviviali, come l’aperitivo coi
colleghi una volta finita la giornata
di lavoro.