Varese Sì all’Archivio del Moderno

L’accordo c’è, i dettagli verranno messi a fuoco nelle prossime settimane, quando si riunirà il “consiglio di vigilanza” che coordina l’intervento di recupero di piazza Repubblica, dalla trasformazione della ex caserma Garibaldi, ai nuovi assetti viabilistici, fino all’ipotesi, mai accantonata, di un teatro stabile cittadino.

Sarà proprio il “consiglio di vigilanza” ad aprire le porte del deposito militare da decenni in disuso a una delle istituzioni culturali più prestigiose della regione insubrica, dedicata alla conservazione del patrimonio del Novecento: la fondazione che gestisce l’Archivio del Moderno a Mendrisio e che, entro i prossimi tre anni, dovrà inaugurare una sede al di qua del confine.

La scelta ha premiato Varese dopo che Palazzo Estense aveva messo a disposizione l’ultimo piano della ex caserma Garibaldi.

L’ultima città “rivale” a deporre le armi è stata Como, non senza rammarico e con un coro di polemiche che hanno investito la giunta di centrodestra.

Ancora prima erano state Venezia e Novara a vedere accantonati i progetti sottoposti ai curatori ticinesi dell’Archivio, che dal 1996 è diretto dalla varesina Letizia Tedeschi, principale interlocutrice del sindaco Davide Galimberti e degli assessori di Palazzo Estense.

Nel centro culturale ipotizzato negli spazi della “Garibaldi” con aule di studio dell’Università dell’Insubria, biblioteche e un auditorium con 240 posti a sedere, troverà dunque posto anche parte del “tesoro” di disegni, tavole, progetti, bozzetti, appunti, lettere, contratti, fotografie e diari di cantiere oggi custoditi nei caveau di Mendrisio a disposizione di studiosi internazionali.

I fondi sono l’eredità di firme prestigiose dell’architettura e del design italiano e il ritorno in patria di parte della documentazione è previsto da un accordo che l’Archivio del Moderno ha sottoscritto con il Ministero della Cultura. La data concordata è il 2022, un limite temporale che obbligherà Varese a essere pronta con le sale della ex casera opportunamente ristrutturate e tornate agibili.

Dalla regione Lombardia, principale attore e finanziatore dell’accordo di programma per piazza Repubblica è già arrivato il via libera convinto del governatore Attilio Fontana.

«L’aggancio è riuscito – sorridono in municipio – abbiamo superato la concorrenza di città importanti e ci prepariamo a rafforzare, anche attraverso la presenza di questa istituzione, la vocazione internazionale di Varese, che potrà ospitare attività di ricerca, di studio, convegno e mostre di grande richiamo».