Varese Sensori anti alluvione Sicurezza oltre la città

La Prealpina - 12/12/2018

È passato qualche anno dalle ultime alluvioni che hanno messo in ginocchio la città. Il rischio, come per tutti gli eventi naturali, è che dopo l’emergenza, i primi lavori di sistemazione, la conta dei danni, tutto torni come prima. Fino al prossimo nubifragio. Il Comune di Varese ha deciso che esondazioni e distruzioni non devono più accadere. Da qualche anno è stato avviato il progetto di messa in sicurezza di fiumi e torrenti ma ora, per la prima volta nella storia cittadina, vengono attivati sensori per il rilevamento idrometrico. Le stazioni automatiche saranno installate sia sull’Olona, in tre punti, sia sul Vellone, in due punti e serviranno per registrare l’innalzamento del livello dei due corsi d’acqua e trasmettere le informazioni. Finora esisteva una sola centralina di registrazione sull’Olona nella zona della Bevera, collegata al Centro geofisico prealpino. I nuovi dati che verranno raccolti confluiranno invece in un sistema di monitoraggio utile per la protezione civile. Le informazioni avranno come “casa madre” l’Aipo, cioè l’Agenzia interregionale per il fiume Po che ha il compito di supervisionare sulla sicurezza idraulica di una vasta area. Infatti il Vellone confluisce nell’Olona (che nasce alla Rasa): l’Olona sfocia nel Lambro che è un affluente del Po. Le sentinelle computerizzate avranno il compito di registrare e dare le informazioni necessarie per lanciare l’allarme, non solo sul territorio di Varese, naturalmente, ma anche per i danni che potrebbero essere causati, in caso di piena ed esondazione, nella parte bassa del percorso dell’Olona.

«Il controllo per la sistemazione idraulica è essenziale nel territorio e non ci si deve ricordare di intervenire soltanto quando accadono eventi naturali catastrofici, ma bisogna fare di tutto per prevenirli – dice l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati -. Per questa ragione abbiamo deciso di affidare all’esterno dei nostri uffici l’incarico per la progettazione definitiva, esecutiva e per la direzione dei lavori delle stazioni di rilevamento idrometrico». Un intervento che ha il compito di portare a termine un’opera cominciata anni fa e che si concluderà nel 2019: oltre 5 milioni e mezzo di euro l’intervento complessivo di messa in sicurezza dei due corsi d’acqua, con la realizzazione delle vasche di laminazione che sono state create in via Borghi e in via Friuli e Dalmazia per Vellone e Olona. Vasche che di fatto controllano il volume d’acqua e svolgono, come spiega per i non esperti l’ingegnere Giulia Bertani (a capo dell’Unità specialistica di polizia idraulica e Difesa del suolo di Palazzo Estense) una funzione di diga naturale con un rilascio controllato dell’acqua. Un altro progetto di messa in sicurezza riguarda invece il Fosso La Valle, nel territorio di Calcinate del Pesce. Per evitare esondazioni e allagamenti della strada e della vicina pista ciclabile, è stato messo a punto un progetto, dagli uffici comunali, per la sistemazione del corso d’acqua e per renderlo meno esposto alle ripetute esondazioni. Centocinquantamila euro i fondi necessari, di cui una larga quota finanziata con bando regionale. «Si procederà a breve al bando di gara», spiega l’assessore Civati. L’intervento prevede il rifacimento dell’alveo con massi chiamati ciclopici e la realizzazione di un canale scolmatore in grado di convogliare verso il lago l’acqua che non si riesce a smaltire nel corso d’acqua, a causa della strozzatura dovuta alla presenza, in via Ettore Ponti, del ponticello.