Varese Saldi – domenica sottotono

La Prealpina - 11/01/2021

Era la prima
domenica, ieri, dei saldi.
E c’è il rischio concreto
che le prossime siano in
zona rossa, dunque con i
negozi chiusi. A questa
condizione, era quasi lecito
attendersi una buona
affluenza nel centro storico.
Ma non è stato così.
Falsa partenza
Andiamo con ordine,
partendo dal mattino. Alle
10.30, quando solitamente
si comincia ad animare
seriamente il cuore
di Varese, non c’era in
giro quasi nessuno. Nelle
53 attività (censite sul
campo), con la saracinesca
alzata, tra corso Matteotti,
via Griffi, via San
Martino e nelle vie della
Piccola Brera, si notavano
più commessi e dipendenti
che clienti. Tra venti
e trenta, in totale, i potenziali
acquirenti dentro
i negozi e bar dell’isola
pedonale. Meglio stava
andando all’Antico Mercato
Bosino, altro elemento
di attrattiva che
avrebbe potuto incoraggiare
la tappa in centro,
ieri dislocato fuori da
corso Matteotti ma comunque
intorno al “s a l o tto
buono”. Alla bancarelle
di antiquariato e vintage,
più presenze che sotto
i portici. «Non è ancora
entrato nessuno – ha rivelato,
sempre alle 10.30,
dopo un’oretta quindi di
apertura – la commessa di
un negozio di abbigliamento
e accessori». Desolante.
Si potrebbe
obiettare: ma anche nei
due giorni precedenti, già
con i saldi, il centro di
Varese era abbastanza
sguarnito. Sì, ma ieri ancora
meno. Ed era domenica,
seppure da zona
arancione.
Timida ripresa
Verso mezzogiorno, un
po’ di risveglio dal torpore.
Corso Matteotti era
decisamente più movimentato.
«Soprattutto residenti
del centro che sono
scesi a fare due passi»
è stata l’osservazione.
Forse. All’ora di pranzo,
con bar e ristoranti ieri
chiusi e lo resteranno anche
nei prossimi giorni,
Varese è ripiombata nel
deserto. Con ripresa di
vivacità nel pomeriggio,
ma sempre sottotono,
molto rispetto ad altre
domeniche sempre in
epoca Covid (non rosse).
Tutti in casa? No
Il centro cittadino poco
frequentato farebbe pensare
ad una domenica in
cui i varesini e gli abitanti
dei comuni limitrofi
hanno preferito non uscire
a causa dei limiti della
zona arancione e del
freddo. Ma questa interpretazione
contrasta con
la solita, non gigantesca
ma nemmeno fiacca, corsa
ai supermercati. I parcheggi
dei maggiori punti
vendita della grande distribuzione
erano in mattinata
semipieni.
«Dietrofront»
«Non c’era posto per lasciare
la macchina. Abbiamo
rinunciato e siamo
tornati indietro». Non è il
centro, ma l’estrema periferia,
quella più in vetta:
il Sacro Monte. Ieri, si
è registrato l’arrivo in
vetta di decine di auto,
soprattutto nella tarda
mattina e nel primo pomeriggio.
L’attrazione è
il viale delle Cappelle,
ancora innevato. Con
bob e slittini è andata in
scena la versione varesina
del divertimento su
una “pista bianca”. Si potevano
prendere nel borgo
caffè e bevande d’asporto.
La controindicazione,
come segnalato
dalla famiglia che ha fatto
dietrofront, è stata la
caccia al parcheggio in
piazzale Pogliaghi, dove
già i posti sono risicati.
Futuro incerto
Come detto, le prossime
domeniche potrebbero
tingersi di rosso in Lombardia:
verrà deciso venerdì,
esaminando i dati
sul contagio da coronavirus.
Se rosso sarà, si
avranno allora negozi
chiusi e centro deserto
ma non per scelta.

Era la prima domenica, ieri, dei saldi. E c’è il rischio concreto che le prossime siano in zona rossa, dunque con i negozi chiusi. A questa
condizione, era quasi lecito attendersi una buona affluenza nel centro storico.
Ma non è stato così.

Falsa partenza
Andiamo con ordine, partendo dal mattino. Alle 10.30, quando solitamente
si comincia ad animare seriamente il cuore di Varese, non c’era in
giro quasi nessuno. Nelle 53 attività (censite sul campo), con la saracinesca
alzata, tra corso Matteotti, via Griffi, via San Martino e nelle vie della
Piccola Brera, si notavano più commessi e dipendenti che clienti. Tra venti
e trenta, in totale, i potenziali acquirenti dentro i negozi e bar dell’isola
pedonale. Meglio stava andando all’Antico Mercato Bosino, altro elemento
di attrattiva che avrebbe potuto incoraggiare la tappa in centro, ieri dislocato fuori da corso Matteotti ma comunque intorno al “salotto
buono”. Alla bancarelle di antiquariato e vintage, più presenze che sotto
i portici. «Non è ancora entrato nessuno – ha rivelato, sempre alle 10.30,
dopo un’oretta quindi di apertura – la commessa di un negozio di abbigliamento e accessori». Desolante.
Si potrebbe obiettare: ma anche nei due giorni precedenti, già
con i saldi, il centro di Varese era abbastanza sguarnito. Sì, ma ieri ancora
meno. Ed era domenica, seppure da zona arancione.

Timida ripresa
Verso mezzogiorno, un po’ di risveglio dal torpore. Corso Matteotti era decisamente più movimentato. «Soprattutto residenti del centro che sono scesi a fare due passi» è stata l’osservazione. Forse. All’ora di pranzo, con bar e ristoranti ieri chiusi e lo resteranno anche nei prossimi giorni,
Varese è ripiombata nel deserto. Con ripresa di vivacità nel pomeriggio,
ma sempre sottotono, molto rispetto ad altre domeniche sempre in
epoca Covid (non rosse).

Tutti in casa? No

Il centro cittadino poco frequentato farebbe pensare ad una domenica in
cui i varesini e gli abitanti dei comuni limitrofi hanno preferito non uscire
a causa dei limiti della zona arancione e del freddo. Ma questa interpretazione contrasta con la solita, non gigantesca ma nemmeno fiacca, corsa ai supermercati. I parcheggi dei maggiori punti vendita della grande distribuzione erano in mattinata semipieni.

«Dietrofront»

«Non c’era posto per lasciare la macchina. Abbiamo rinunciato e siamo tornati indietro». Non è il centro, ma l’estrema periferia, quella più in vetta:
il Sacro Monte. Ieri, si è registrato l’arrivo in vetta di decine di auto,
soprattutto nella tarda mattina e nel primo pomeriggio.
L’attrazione è il viale delle Cappelle, ancora innevato. Con bob e slittini è andata in scena la versione varesina del divertimento su
una “pista bianca”. Si potevano prendere nel borgo
caffè e bevande d’asporto.
La controindicazione, come segnalato dalla famiglia che ha fatto
dietrofront, è stata la caccia al parcheggio in piazzale Pogliaghi, dove
già i posti sono risicati.

Futuro incerto
Come detto, le prossime domeniche potrebbero tingersi di rosso in Lombardia: verrà deciso venerdì, esaminando i dati sul contagio da coronavirus.
Se rosso sarà, si avranno allora negozi chiusi e centro deserto
ma non per scelta.