Varese Provincia – La giunta Magrini può aprirsi a destra

a rosa dei consiglieri provinciali (tutti, come ovvio, appartenenti all’area di sinistra che lo ha eletto e con larga rappresentanza del sud del Varesotto) cui nel primo pomeriggio di ieri a Villa Recalcati il presidente Marco Magrini ha offerto in via ufficiale le deleghe, presenta tre novità politiche di rilievo. La prima, la più immediatamente evidente: su sei nomine, quattro sono al femminile.

La seconda, per nulla scontata: l’entrata in scena della più giovane eletta, 26 anni appena. La terza, decisiva: l’apertura “in divenire” ai rappresentanti delle opposizioni. Proprio questa apertura politica rappresenta una decisione di portata storica. Magrini tiene per sé e non a caso settori “di peso” come Bilancio, Turismo, Viabilità, Trasporti, Protezione Civile e Piste ciclabili, ma in attesa che dalla Lega (leggi Alberto Barcaro) e dai civici di EuPolis (leggi Mattia Premazzi) possano arrivare disponibilità concrete a lavorare insieme. Disponibile, dunque a cedere alcune di quelle deleghe. Accadesse, Villa Recalcati farebbe scuola lungo tutto lo Stivale. Difficile, però: sia perché il Carroccio ha mostrato muscoli nel corso delle due prime sedute del consiglio che si sono svolte sino ad ora, sia perché Eupolis (che pure presenta molte affinità con il civico Magrini) ha detto chiaro che non farà sconti a nessuno, ma opererà di volta in volta in base alla bontà dei provvedimenti presentati.
Il presidente si mostra «fiducioso di poter operare col massimo consenso possibile, non in base alle pressioni delle segreterie di partito, ma delle necessità dei sindaci e dei territori» e, dunque, ad un mese abbondante di distanza dall’insediamento possiamo dire che “la nave va”.
Trenta giorni abbondanti che sono serviti in primo luogo a varare con voto unanime la variazione di bilancio, resasi necessaria grazie a nuovi possibili finanziamenti statali giunti verso la fine della mandato Antonelli.
«Con gli uffici competenti – prosegue il presidente – abbiamo affrontato tre grosse criticità legate alla ditta Perstorp di Castellanza, con la fuoriuscita di sostanza maleodoranti che hanno allarmato la popolazione, allo stop imposto alla Soprintendenza regionale alla decisione di abbattere il cavalcavia di Laveno Mombello, manufatto storico realizzato quasi un secolo fa per unire con un trenino le due Ceramiche lavenesi» . Il cavalcavia «verrà chiuso al traffico motoristico ed aperto invece a quello ciclopedonale – prosegue Magrini -. Infine la questione dell’ampliamento del liceo Grassi di Saronno, per consentire il quale è al momento probabile che sarà abbattuto il cedro del Libano al centro delle proteste sollevate negli ultimi giorni da studenti e docenti». Giovedì prossimo Magrini incontrerà il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana per condividere alcune proposte di intervento sul territorio, mentre contro il problema dilagante dello spaccio di droga nei boschi – sollevato dall’onorevole Andrea Pellicini – ha invece già incontrato il sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni, il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello e quello di Como Andrea Polichetti, l’onorevole Stefano Candiani e i vertici provinciali di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Due novità, infine, si profilano all’orizzonte, ma sulle quali Magrini preferisce al momento tenere la copertura: una sinergia a livello internazionale in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 che potrebbe vedere il Varesotto protagonista e la nomina di un direttore generale, figura che per motivi finanziari era stata accorpata alcuni anni or sono a quella di segretario generale.