Varese Protezione civile: regia al Comune

La Prealpina - 09/01/2019

Incendi, alluvioni, dissesti idrogeologici. Palazzo Estense diventa centro di coordinamento dell’attività di primo soccorso. Non solo una sala operativa, ma un luogo dove progettare le attività di protezione civile e la programmazione a più livelli. Una iniziativa che è un nuovo assetto organizzativo e che è stata varata dalla giunta pochi giorni prima della fine del 2018. «Un tema drammaticamente di attualità, visto quello che è accaduto in questi giorni con l’incendio della Martica», commenta il sindaco Davide Galimberti. E proprio la figura del sindaco è centrale rispetto al ridisegno delle competenze e delle incombenze che il Comune deve affrontare nella gestione delle emergenze. Infatti al primo cittadino la nuova normativa (il decreto legislativo del 2 gennaio 2018, con l’ordinamento già in vigore e con le direttive della Regione) attribuisce promozione, attuazione e coordinamento delle attività di protezione civile oltre alla destinazione di risorse e all’articolazione di strutture organizzative. In caso di emergenza, deve essere istituito un centro operativo comunale “dove siano rappresentate le diverse componenti che operano nel contesto locale, allo scopo di offrire una prima risposta all’emergenza da parte della struttura locale”. Oltre a questo, va garantita l’organizzazione di una sorta di ufficio di protezione civile, «una struttura organizzativa a geometria variabile», spiega il sindaco, che preveda, oltre a un presidio fisso, la possibilità di avvalersi, di volta in volta, delle proprie strutture più idonee per la gestione degli eventi che possono accadere. Varese diventa anche progetto pilota, «per altro nella città che ha dato i natali al fondatore nazionale della protezione civile, Giuseppe Zamberletti». La Regione ha infatti “accolto favorevolmente la proposta del comune”, di essere ente sperimentatore cui applicare “attraverso l’aggiornamento del piano comunale della protezione civile, le nuove linee guida regionali”, in particolare per i rischi idrogeologici, idraulici e di incendi boschivi.

Il coordinamento riguarderà anche quello dei volontari comunali (nulla cambia nella sede Prociv della Schiranna). Il nuovo ufficio sarà collegato all’Area IX Gestione del territorio del Comune e coinvolgerà Polizia locale e aree tecniche per affrontare “sul campo” le emergenze che di volta in volta si proporranno. Da una parte la Regione darà direttive per una “pianificazione multilivello”, dall’altra il Comune di Varese, capoluogo che si candida a diventare capofila della nuova organizzazione su un territorio più vasto di quello comunale, avrà compiti pratici oltre che organizzativi. E cioè: dall’attuazione delle attività di prevenzione dei rischi secondo le modalità stabilite dalla Regione all’attività di primo soccorso, dall’ordinamento degli uffici all’organizzazione amministrativa, dalla mobilitazione di personale anche per altri comuni colpiti da calamità alla predisposizione di piani comunali o di ambito territoriale, dalla vigilanza dell’attuazione dei servizi urgenti all’impiego del volontariato a livello comunale.