Varese – Primo sconto ai tavolini

La Prealpina - 30/04/2020

Arriva il primo sconto sui tavolini
all’aperto di bar e ristoranti per
aiutare la ripresa nella bella stagione: e ora i pubblici esercizi
sperano che l’agevolazione diventi generale, in linea con le richieste più urgenti in vista della
riapertura del primo giugno. Il
Comune ha fatto per adesso il primo passo, abolendo la parte addizionale del Cosap, ossia il Canone
di occupazione del suolo pubblico
dovuto in caso di creazione ex novo o di ampliamento degli spazi
esterni dei bar (foto Blitz).
Chi vuole ingrandire i dehors o allestirli per la prima volta, dunque,
viene premiato con l’azzeramento
del balzello e una burocrazia agevolata per questa novità introdotta
nella gestione. Chi invece ha già
uno spazio esterno fisso per cui
paga il plateatico dovrà aspettare
qualche giorno perché quel “colpo di spugna”, molto più corposo,
dovrà andare di pari passo con la
revisione complessiva di tutte le
imposte comunali, dai rifiuti alle
rette. Dunque bisognerà avere un
po’ di pazienza, ma la direzione
promessa in tempi brevi è quella,
per alleggerire i locali alle prese
con lo stop all’attività e dei fatturati
ma anche con fatture e bollette in arrivo. Questione di
giorni, giura Palazzo Estense, che rinuncia già ai primi
350mila euro, secondo una stima
che sta per essere
perfezionata in base ai conti effettivi
dei versamenti 2019 all’ufficio
Ica che gestisce il Cosap.
La proposta era in cima alla lista
della Cabina di regia comunale
per la ricostruzione economica
guidata dall’assessore alle Attività produttive Ivana Perusin. La
proposta per la delibera è stata ufficializzata al sindaco e all’assessore al bilancio Cristina Buzzetti.
Gli imprenditori avranno così un
mese di tempo per presentare i
progetti di ampliamento con la
garanzia di maggior snellezza nelle pratiche burocratiche.
Lo scopo è chiaro:
chi riaprirà il primo giugno all’interno del locale
avrà meno capienza rispetto al normale per rispettare
il distanziamento.
Alcuni rischierebbero di non avere i requisiti per lavorare. Così si facilita l’allargamento verso l’esterno, rendendo
gratuiti a livello di imposte gli
spazi nuovi o quelli incrementati
per lavorare con più serenità e
igiene. Gli altri restano in attesa:
la categoria ha spesso sottolineato
il peso del Cosap sui bilanci delle
attività. Un locale medio con 30
metri quadrati di tavolini spende
anche 1.700 euro all’anno di plateatico: quindi questa è una voce
importante da smussare quando, a
conti fatti, bisognerà curare le ferite di tre mesi di banconi fermi. I
pubblici esercizi, che partecipano
anche al tavolo di oggi in Comune, chiedono di annullare l’intero
importo Cosap da marzo fino a dicembre, e di agire anche sulle altre imposte comunali almeno per i
mesi di stop. Prima fra tutti i rifiuti, che per alcuni locali raggiungono il costo di un affitto
mensile.
La strada indicata dal Comune va
in questa direzione, ma deve fare i
conti con le risorse disponibili.
Entro fine settimana o l’inizio
della prossima il responso.