Varese – Ponte, scuole chiuse o crisi? «La città si è svuotata»

Varese città vuota. E non solo per il lungo ponte d’aprile e maggio. La sensazione è che molti si siano concessi una vacanza, complice la chiusura non-stop delle scuole, sommando la pausa di Pasqua con quella del 25 Aprile. Risultato: il traffico è decisamente più fluido, le code ai semafori meno lunghe, si trova qualche posteggio in più. Secondo un’analisi dell’ufficio presidenza dei Consulenti del lavoro di Varese, in effetti, soprattutto le piccole aziende hanno deciso di chiudere “liberando” i dipendenti, mentre restano aperti la maggior parte dei bar, ristoranti e grande distribuzione. Al lavoro anche i professionisti, in particolare i contabili alle prese con le scadenze fiscali, le dichiarazioni dei redditi e la chiusura dei bilanci. Ma, al di là del periodo specifico, c’è chi guarda a questo fenomeno con crescente preoccupazione: i commercianti.

«È vero, siamo nel mezzo di un lunghissimo ponte a due ondate, fino al Primo maggio e per il capoluogo addirittura fino all’8, San Vittore – premette Rosita De Fino, direttore territoriale di Confesercenti -. Fino alla metà di maggio possiamo aspettarci un freno alla ripresa. Ma in generale Varese si sta svuotando ogni giorno di più: prima di Pasqua già si notava questo fatto anche alla festa del cioccolato in piazza Monte Grappa. Che cosa dovremmo pensare? O la gente non esce più di casa, o ha perso interesse a venire in città. Corso Matteotti, un tempo fulcro cittadino, in alcuni momenti appare come un panorama desolante, con pochissime persone in passeggiata. Come associazione stiamo realizzando degli studi per inquadrare le problematiche e l’orientamento degli acquisti».

Insomma, ponte o non ponte, pioggia o sole, eventi o quotidiano tran tran, sembra che il cuore della Città Giardino stia perdendo appeal in generale. «Noi ascoltiamo tutti, non soltanto i nostri associati – ribadisce Rosita De Fino -. E registriamo un grande malcontento: e tutto ciò nonostante ci siano ancora imprenditori che investono aprendo nuove attività proprio in corso Matteotti o nelle vie del centro, creando lavoro e nuovi poli di attrazione. Poi, certo, dipende molto dalla tipologia dei prodotti, ma la perdita di clientela si registra in ogni settore. Ci sono momenti, nel primo pomeriggio, in cui si contano i passanti su una mano: e non soltanto in settimana. Una vista mortificante».

Sotto accusa c’è il piano della sosta, che almeno secondo Confersercenti avrebbe privilegiato troppo i residenti concedendo a un prezzo irrisorio un numero eccessivo di permessi per parcheggiare negli spazi blu: «Così facendo si riduce decisamente il turn-over – incalza il direttore -. Intanto il commercio muore. Noi avevamo presentato una proposta che però non è stata accettata: chiediamo di togliere i permessi ai residenti nella giornata di sabato, così da lasciare spazio a chi arriva in città nel giorno tradizionale degli acquisti. Lasciare liberi più posti auto sarebbe un primo passo per incentivare davvero il commercio cittadino. Ci sono strade dove si notano le stesse auto parcheggiate fisse per settimane, senza spostamenti. Poi non dobbiamo lamentarci se molti prendono la decisione di non venire affatto in centro: troppo complicato».

Un vero peccato, sempre secondo gli imprenditori del commercio, perché inizia ora il periodo più fecondo anche per i primi arrivi turistici: «Si notano alcuni stranieri – conclude De Fino -. Un buon segno dimostrato dai numeri di alberghi e B&B: eppure dovremmo offrire servizi migliori. Bar e ristoranti sono aperti, ma le prenotazioni scarseggiano anche nei giorni delle feste. Bisogna fare qualcosa in fretta».