Varese: più digitale, meno fabbriche

La Prealpina - 21/09/2017

Cala il settore manifatturiero, regge bene quello informatico e di servizi digitali, cresce l’attenzione verso le nuove tecnologie: Internet delle Cose, Sharing economy ed economia circolare. Il mondo delle micro e piccole imprese, anche in provincia di Varese, si muove, come testimoniano i dati del Rapporto 2017 di Confartigianato Lombardia, focalizzato sull’analisi dei cambiamenti che hanno investito le Pmi nel corso degli ultimi dieci anni di crisi.

Nel II trimestre del 2017 le imprese manifatturiere sono 4.883 (-2,6% nel confronto con il 2016), quelle nel settore delle costruzioni arrivano a 9.147 (-1,3%), nei servizi alle persone se ne contano 4.729 (+ 0,5%) e nei servizi alle imprese siamo a 2.821 (+1,4%). Dati che sostengono quanto la “Scuola delle professioni” sia, sempre di più, un’esigenza territoriale.

Per sostenere il manifatturiero, vero, ma anche per traghettare le imprese nell’epoca digitale. Perché la provincia di Varese è sensibile anche su questo. Anzi, Industria 4.0 trascina con sé altri, nuovi skill professionali. Le imprese artigiane della provincia di Varese potenzialmente interessate all’Internet delle Cose sono 15.437, quelle che vogliono muoversi nella Sharing economy si contano in 13.081 mentre gli imprenditori appassionati all’economia circolare sono 3.571. Nel 2016 le imprese impegnate nella produzione di software sono invece 591 (+2,2% rispetto al 2015), quelle nei servizi informatici si attestano a 605 (+0,8%) mentre quelle operative nei servizi digitali sono ben 1.196 (+1,5%). Non ci si può fermare ora: le imprese chiedono di andare avanti, di mettere a sistema scelte competitive per la loro competitività. Strumenti nuovi ma anche un modo diverso di guardare al tessuto manifatturiero del territorio. Capace di resistere, di creare e di innovare. Ma un’attenzione particolare deve andare ai tempi anche del governo: che devono essere veloci, vero, ma in grado anche e soprattutto di dare agli imprenditori i giusti spazi per programmare e pianificare il loro futuro gestendo, bene, le loro risorse. In un mercato del lavoro varesino che deve essere sbloccato. E che proprio nell’interazione continua e compiuta tra scuole, imprese, associazioni e famiglie può trovare una valida soluzione alla lentezza. Una soluzione che porta il nome di alternanza scuola-lavoro. In un territorio dove le imprese artigiane sono 21.673 e gli occupati – nel 2016 – erano 377mila: +2,2% rispetto al 2015. Il tasso di occupazione è al 49,5%, la disoccupazione si assesta sull’8,2%.