Varese – Piano stazioni, la parola al Tar

 Sulla strada verso il Piano stazioni spunta un ostacolo: il ricorso al Tar presentato nelle scorse settimane dal secondo classificato nella gara per l’assegnazione dei lavori. Il legale rappresentante di ReseArch (“consorzio stabile” napoletano), Dario Bifulco, ha infatti chiesto al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia l’annullamento di tutti gli atti relativi all’aggiudicazione definitiva dei lavori al vincitore dell’appalto da circa 18 milioni di euro, il consorzio di imprese Pangea. Contestando in base al Codice appalti una «offerta anomala» da parte del primo classificato, il legale del consorzio campano – l’avvocato Barbara Del Duca, di Napoli – chiede quindi ai giudici di dichiarare inefficace il contratto e di assegnare i lavori proprio a ReseArch. In subordine, di ottenere un risarcimento economico.

Ma prima di entrare nel merito della questione, il Tribunale dovrà esprimersi sulla richiesta di sospensiva che, se accolta, rischia di “congelare” tutti i provvedimenti degli uffici comunali su questo appalto. L’udienza è in programma a Milano mercoledì 22 maggio. In quell’occasione il Comune sarà rappresentato dall’avvocato Maurizio Piero Zoppolato, al quale – con una determina dirigenziale datata 4 maggio, preceduta da una delibera di giunta che ha autorizzato il sindaco Davide Galimberti a resistere in giudizio – è stato affidato l’incarico di tutelare gli interessi dell’ente pubblico. E ribadire la «legittimità della linea» del municipio.

Riuscirà quindi l’Amministrazione comunale – che nel frattempo ha riaperto i termini per la verifica dell’offerta contestata (per alcuni prezzi ritenuti “non congrui”) – a far partire i lavori entro questo mese, come aveva annunciato il 12 marzo, all’indomani della firma dell’atto che ha aggiudicato definitivamente a Pangea gli interventi del comparto stazioni? In realtà, la nota diffusa da Palazzo Estense parlava di avvio del cantiere «entro metà maggio». Cioè questa settimana. Il sindaco Galimberti è ottimista: «Il ricorso non mi preoccupa. In appalti di questo tipo il contenzioso è naturale e prevedibile, il cronoprogramma teneva conto anche di eventuali opposizioni». Galimberti non svela quale sarà la strategia del Comune, ma assicura: «Noi andiamo avanti. Non escludo che i lavori partano a maggio».

Il primo passo sarà l’abbattimento di cinque edifici fatiscenti all’interno di un’area di proprietà delle Ferrovie dello Stato, sulle cui macerie saranno create nuove aree verdi collegate agli spazi esterni alla stazione e a piazzale Trieste. Il secondo atto sarà la realizzazione dei passaggi pedonali che collegherà Giubiano con le stazioni, e queste tra di loro. Infine la trasformazione di tutta l’area, con spazi verdi, semafori intelligenti, percorsi protetti per i pedoni e telecamere per garantire più sicurezza. Un progetto che si configura come una promenade, un “giardino continuo” che diventa elemento unificante di un rinnovato spazio pubblico. Un progetto rivoluzionario, insomma, i cui tempi di avvio sono ora però legati alla decisione del Tar.