Varese PGT – I nodi della città

La Prealpina - 15/02/2022

Non tutti i nodi della città potranno essere risolti dal nuovo Piano di governo del territorio, al quale la seconda amministrazione Galimberti sta lavorando, dopo non essere riuscita a portare a casa la revisione nel primo mandato. E sebbene di piani ne siano stati varati per dare ai varesini non uno strumento urbanistico ma tanti pezzi del puzzle verso il futuro di una città più sostenibile – come appunto il Piano della mobilità sostenibile – ma vari progetti di rigenerazione urbana e di recupero di aree private e da anni in rovina, il nuovo Pgt è una priorità per i cittadini, per la politica, per gli investitori. Per puntare alla Varese del futuro con un tesoretto di idee e sogni che non siano confusi ma organici.

Suggerimenti e moniti

le questioni da risolvere sono sotto gli occhi di tutti. Dal traffico alle difficoltà di parcheggio, dalla necessità di correre per accorciare i tempi per agevolare l’ingresso in città dall’autostrada al terminare i lavori nella zona stazioni, dalla soluzione dei problemi di accessibilità al Sacro Monte a questioni più puntuali come il caso moschea ancora irrisolto dopo otto anni. E l’elenco potrebbe continuare, perché il Pgt coinvolge molti ambiti e non solo quello dei cosiddetti lavori pubblici o della viabilità. Anche gli interessi del singolo cittadino, dei signori Bianchi e Rossi, della vita del loro quartiere.

Ecco perché prima di giungere al Pgt, anzi sarebbe meglio dire proprio per giungere al Pgt con un ampio coinvolgimento di tutte le parti interessati e in primis dei cittadini, l’amministrazione comunale varerà un canale di dialogo privilegiato con i varesini. Una sorta di bacheca virtuale sulla quale chiunque potrà intervenire per segnalare ciò che non va nel proprio quartiere, per esempio, o per proporre un determinato intervento. Una sorta di «lavagna informatica», come la definisce l’assessore Andrea Civati, perché in che modo i cittadini potranno interagire indiretta – via web o via social – non è ancora stato definito, ma di certo vi sarà un filo diretto con l’amministrazione. I post-it sul Piano di governo del territorio, che serviranno da suggerimento e da monito.

I tempi della partita

Tra la fine dell’anno e i primi mesi del 2023 si avrà una prima bozza del nuovo Pgt. Per arrivarci, un lungo percorso. «Non si parte da zero, molte informazioni sono state raccolte dagli uffici dell’Urbanistica anche nel precedente quinquennio», sottolinea l’assessore Civati. Un primo passo sarà rappresentato dalla stesura del documento strategico. «Sarà pronto nell’arco di due, tre mesi».

Tre i punti essenziali. Primo: il consumo di suolo da evitare o limitare al massimo. Secondo: «Dare un forte privilegio al costruito», il che significa assecondare le ristrutturazioni «con incentivi economici e semplificazioni normative e procedurali». Terzo: il Pgt coinvolgerà anche «una parte pubblica» fondamentale, per esempio l’area di Largo Flaiano, ma anche il futuro di alcune strutture scolastiche e di strutture sportive. «Mettere a sistema le trasformazioni che riguardano le varie aree sarà uno degli obiettivi primari». Vi è naturalmente l’aspetto che riguarda i privati cittadini che sono proprietari di edifici o di terreni. A loro l’amministrazione comunale garantirà «una risposta specifica e puntuale» alle osservazioni. Il Pgt dovrà essere discusso dalle varie commissioni (non solo Urbanistica e Lavori pubblici ma anche quelle di vari ambiti, dalla tutela ambientale alla cultura, dai servizi educativi allo sport, solo per citarne alcune). Sono previsti due passaggi in consiglio comunale, responsi necessari dalla Regione, osservazioni da discutere. E prima, confronti con i cosiddetti stakeholder, cioè le persone e i rappresentanti di istituzioni, associazioni ed enti interessati. Il confronto è solo all’inizio.