Varese Palasport – Cittadella a Masnago

La Prealpina - 21/09/2022

rasformare l’area di Masnago in una cittadella dello sport polifunzionale con un investimento stimato attorno ai 300 milioni di euro. John Caniglia («Ma chiamatemi Giovanni, ho sempre voluto tornare in Italia») chiarisce le intenzioni del Pelligra Group, futuro “co-socio forte” al 45 per cento della Pallacanestro Varese.

Nella conviviale del Panathlon Club Varese organizzata dal presidente Felice Paronelli (ospite d’onore Beppe Marotta), si apre uno squarcio di futuro sugli investimenti del Pelligra Group: «Vogliamo creare un progetto speciale per questa città» conferma il braccio destro di Ross Pelligra.

Il progetto in fase di sviluppo, che sarebbe stato già anticipato a Palazzo Estense, prevede una riqualificazione completa dell’area di Masnago partendo dallo stadio “Franco Ossola” e dal suo circondario, da ricostruire in versione polifuzionale (dunque trasformabile anche in palasport, senza “dismettere” Masnago per il basket) corredato da spazi commerciali per alberghi, cinema multisala e altri maxi-store.

«A Varese si sta bene, ma soprattutto c’è una cultura sportiva. Quindi c’è l’opportunità di costruire qui una cittadella sportiva d’eccellenza con un eco-sistema che preveda alberghi e centri commerciali attorno allo stadio – spiega Pelligra -. Stiamo lavorando con Comune e Regione che hanno dimostrato grande sensibilità: l’impianto deve operare 365 giorni l’anno, con lo sport che diventa fulcro di una società che coinvolga giovani e anziani».

Ma quale sarà la ricaduta pratica sul futuro della Pallacanestro Varese? «Una percentuale dei ricavi dei nostri investimenti sarà per sempre Pall. Varese, aspetto fondamentale per creare sostenibilità» spiega Caniglia, il quale illustra anche l’aspetto sociale del progetto: «Vogliamo costruire una società completa, legata a giovani, femminile e disabili, attorno alla quale costruire il progetto – spiega Caniglia -. Per noi ambiente e territorio sono fondamentali per legare l’aspetto economico all’aspetto sociale del progetto».

 

L’aspetto sportivo lo illustra Luis Scola, che avrà la golden share a parità del 45% di quote col Pelligra Group: prima di tutto il “General” ringrazia Alberto Castelli in nome del consorzio, che resterà la garanzia varesina nel nuovo corso legato a una proprietà argentino-australiana: «Negli ultimi anni ha fatto un lavoro incredibile per tenere il club in serie A e sistemare progressivamente i conti. Speriamo di lavorare a lungo anche in futuro». E poi spiega le regole base del suo progetto sportivo: «Lo sviluppo sostenibile è alla base del progetto. Oggi non possiamo competere economicamente con Milano e Bologna, ma mettendo i giocatori e la crescita al centro del progetto, lavorando per migliorare la società e pensando in modo nuovo anche attraverso le statistiche avanzate, dobbiamo trovare la strada per riportare la Pall. Varese ai fasti di un tempo. Magari ci vorranno 10, 15 o 20 anni, ma un progetto richiede tempi lunghi».