Varese – Palaghiaccio sbarrato sino alla fine dei lavori

La Prealpina - 16/07/2020

Il Palaghiaccio resta chiuso e non riaprirà più, almeno sino alla fine dei lavori di riqualificazione. Le voci di un’indagine in corso sull’impianto sono confermate da Palazzo Estense, ma le associazioni sportive non se ne fanno una ragione e non possono pensare di perdere anni di attività connesse alle piscine e alla pista da ghiaccio con migliaia di utenti coinvolti, tra adulti e bambini, e i posti di lavoro dei loro tesserati.

La preoccupazione è tanta per il futuro delle attività sportive che si praticano all’interno dell’impianto di via Albani. C’era prima del Covid, durante e soprattutto adesso che l’emergenza sanitaria è rientrata e la struttura non ha ancora riaperto, nemmeno per il camp estivo e per godere della piscina nella stagione calda. Fino a settimana scorsa qualche speranza ancora la si nutriva, ma poi l’annuncio di non riapertura per “problemi tecnici”, scritto proprio così, tra virgolette, non perché si tratti di una citazione ma perché è un’evidente allusione ad altro, ma a che cosa le associazioni non lo hanno ben compreso. «La nostra associazione sportiva, che negli anni è riuscita a creare uno staff consolidato (6 dipendenti a tempo indeterminato, 24 collaboratori oltre ai tecnici delle squadre) e nella quale ripongono la fiducia molte persone (tra cui oltre 1.000 associati, 6 squadre di pallanuoto, un team di nuoto con oltre 80 atleti), non ha alcuna garanzia concreta del proprio futuro», spiegano dalla Happy Sport Team, la società che pratica le attività nella parte acqua. Lo stesso dicono i Varese Killer Bees, gestori del Palalbani: «Noi siamo qui che aspettiamo – spiega Matteo Cesarini -. E con noi intendo 63 persone che lavorano nella struttura e una decina di associazioni sportive. Ci siamo resi disponibili con il Comune a qualsiasi tipo di approfondimento e siamo in attesa della decisione rispetto al problema che ci auguriamo possa arrivare con l’inizio della stagione sportiva». Purtroppo l’ipotesi è remota, perché c’è stato un sopralluogo dei vigili del fuoco per verificare alcune criticità dell’impianto, come hanno spiegato, e poi sarebbe intervenuta un’indagine a livelli più alti che ne ha disposto lo stop. «Purtroppo non possiamo fare nulla – afferma l’assessore allo Sport, Dino De Simone -. Ho sperato fino in fondo in una deroga che non è arrivata. So che è un momento difficile per le associazioni e non avere l’impianto disponibile un disagio per tutta la città. È una tegola, non avremmo voluto che ci cadesse in testa, ma bisogna reagire e pensare al futuro».

Al nuovo Palaghiaccio, per esempio. Alla struttura che, a prescindere dal fermo imposto e dal corso delle indagini, potrà essere cantierizzata e in cui ritroveranno casa tutte le associazioni sportive.