Varese PalaGhiaccio – Oggi iniziano i lavori Senza seconda pista

La Prealpina - 22/03/2021

Un investimento da 9 milioni di euro, per lavori che dureranno – questa la stima della vigilia – quattordici mesi in tutto. È prevista per questa mattina l’apertura del cantiere di riqualificazione del palaghiaccio di via Albani, che punta a trasformare una struttura malconcia in un impianto all’avanguardia, con l’ambizione di entrare nell’orbita delle Olimpiadi invernali 2026, quantomeno per gli allenamenti di squadre e atleti. Ma se il futuro appare scintillante, a preoccupare è il presente. Sì, perché le società che gravitano attorno all’impianto – chiuso all’inizio della pandemia e mai più riaperto, in attesa della riqualificazione -sono tuttora senza alternative, quantomeno in città. Sul piatto c’è la richiesta di una seconda pista, magari nell’antistadio del “Franco Ossola” di Masnago, ma ad oggi tutto è sospeso in una sorta di limbo: i rappresentanti delle società sportive avevano chiesto un’audizione in Consiglio comunale, però finora hanno ottenuto soltanto un passaggio in commissione congiunta Sport e Lavori pubblici, fissata per mercoledì.

La speranza è che in quella sede possano essere fornite delucidazioni sulle ipotetiche strategie studiate a Palazzo Estense per far sì che i quattordici mesi di cantiere non decretino la fine delle attività su ghiaccio. I numeri, del resto, sono impietosi: in questa stagione sportiva si sono già persi circa 500 ragazzi, distribuiti fra le varie discipline, a cui si sommeranno quelli della prossima stagione se non dovesse esserci una pista provvisoria.

Intanto questa mattina, come detto, partirà il cantiere di Aevv Impianti, del gruppo Acsm Agam, che si è aggiudicata il bando del Comune di Varese, insieme con Progetto Nuoto, che si occuperà della gestione sportiva del complesso per i prossimi trent’anni. La nuova struttura, oltre alla pista di ghiaccio di ultima generazione, prevede campi da paddle e piscine, oltre a 1.100 posti in tribuna e un parcheggio da 1.600 metri quadrati. Il progetto è improntato alla sostenibilità energetica, con il 60 per cento dei consumi da fonti rinnovabili e 480 pannelli fotovoltaici installati sul tetto.