Varese – Palaghiaccio, il sindaco fa muro

La Prealpina - 30/07/2020

Nemmeno la commissione sport, convocata con urgenza per discutere della situazione del Palaghiaccio, ha chiarito tutti i dubbi riguardo il presente e il futuro dell’impianto e delle società che gravitano intorno. Tra cui i Mastini, che ora rischiano di restare senza campo su cui disputare il campionato di hockey. Richiesta dal consigliere di Varese Ideale Stefano Clerici, la commissione avrebbe dovuto chiarire sostanzialmente due questioni: perché il Palaghiaccio non può riaprire e che soluzioni alternative si stanno studiando per garantire la ripresa delle attività sportive a settembre.

Alla prima domanda il sindaco Davide Galimberti ha chiarito che l’impianto non ha superato i controlli di sicurezza e che i vigili del fuoco hanno riscontrato problemi strutturali e legati all’impianto elettrico. Cosa nota da anni, come ha fatto notare Clerici. Problemi che si sono sempre riusciti ad arginare, in deroga o con interventi provvisori, che anche in questo caso sono stati quantificati in circa 200mila euro. La stessa cifra, più o meno, che servirebbe per allestire la pista provvisoria, ma che spesa per mettere a norma il Palaghiaccio garantirebbe la ripresa delle attività in toto, comprese quelle del nuoto. «Evidentemente ci sono altri problemi che impediscono la riapertura – ha incalzato il consigliere di Varese Ideale -. Abbiamo saputo di una questione giudiziaria, di un’inchiesta legata al Palaghiaccio, mi chiedo se le due cose siano collegate». A Palazzo Estense però non risulta: «L’amministrazione è estranea alle indagini in corso – le parole del sindaco -. Non abbiamo elementi per rispondere». Di certo c’è che l’impianto non riaprirà e che a un mese dall’inizio delle attività sportive le associazioni non sanno ancora come e dove potranno praticarle. «Perplessità e preoccupazioni che sono anche le nostre – ha detto Galimberti -. Era previsto che da qui a settembre si elaborasse il progetto definitivo del nuovo Palaghiaccio e si arrivasse all’inizio dei lavori nella primavera, quindi terminata la prossima stagione sportiva. Avevamo iniziato a ragionare con le associazioni su come affrontare il periodo di 15 mesi di assenza della struttura, mettendo nell’antistadio una pista provvisoria. Le ultime novità ci hanno portato a un’anticipazione dei programmi di 6/8 mesi per la pista, che non sarà pronta prima della fine di ottobre. E abbiamo proposto alle associazioni legate alle attività nuoto di andare in altre strutture». Impianti non ancora individuati, che non si sa se potranno garantire ospitalità nelle loro vasche, soprattutto in virtù delle limitazioni dovute al coronavirus.