Varese oltre il quarto d’ora di notorietà

La Prealpina - 26/10/2016

Chi si propone per fare la comparsa è consapevole che sullo schermo ci starà solo un attimo; se poi si tratta di un horror la fine potrebbe essere immediata e violenta. Eppure per “Suspiria 2” si sono fatti avanti in tanti: qualcuno limitandosi a inviare i dati, altri mettendoci la faccia. Ieri mentre a Varese Dischi le adolescenti facevano la coda per Briga; alla Camera di Commercio “i grandi” la facevano rispondendo all’invito della Frenesy – logico che approdasse in una delle città della “politica del fare” – Film Production. In galleria Manzoni si cercava un selfie, in piazza Monte Grappa un angolino al cinema. Più puro il sentimento delle ragazze alla corte di uno degli amici di Maria De Filippi ma anche loro pagano un prezzo alla voglia di apparire.

Andy Warhol – tra i suoi capolavori i Velvet Underground – prevedeva per tutti, bontà sua. «un quarto d’ora di celebrità». Quello che, in senso positivo, naturalmente, desidera chiunque. E chi l’ha provato non si sente ancora appagato. Al casting c’erano almeno due volti noti: Paola Della Chiesa, artefice della stagione del Land of Tourism, e Silvio Raffo, poeta, scrittore, autore de “La voce della pietra”, il libro che Hollywood ha reso film.

Per loro, come per molti altri, la molla è probabilmente quella di volere prendere parte a un evento. E tale si configura sin d’ora, a pochi giorni dal primo ciak, previsto lunedì prossimo, il remake di uno dei lavori più conosciuti di Dario Argento. Fedeltà o meno all’originale a parte, a renderlo tale contribuisce certamente il cast hollywoodiano: Tilda Swinton, Dakota Johnson e, last but not least, Mia Goth. Chi conosce il cinema di Luca Guadagnino sa che siamo davanti a un regista destinato a dividere (“A Bigger Splash” docet) ma decisamente interessante.

A lui il merito di avere scelto Varese (già incontrata in occasione di “Io sono l’amore” per una scena poi non inserita), puntando su una delle nostre bellezze, il Grand Hotel Campo dei Fiori, gioiello liberty lasciato colpevolmente appassire. Ora, almeno per un paio di mesi, tornerà a vivere. E se il Palace sarà il quartier generale delle stelle, altre parti della città beneficeranno dell’effetto cinema. E, grazie al casting di ieri, più di un varesino entrerà a fare parte del film. Con “Il capitale umano”, altro made in Varese, era toccato solo a Valeria Colombo, varesina sì ma scelta da Paolo Virzì a Roma.