Varese – Non è solo questione di tavoli

La Prealpina - 18/05/2020
  • «Il Comune ritiene di non poter fare niente per sostenere il commercio? A fronte dello Stato che dice alle imprese:
    indebitatevi con le banche perché noi vi veniamo incontro con
    finanziamenti e condizioni vantaggiosi?».
  • Le domande sono di Marco Parravicini, che è fiduciario Ascom e che si sfoga poche ore dopo l’ennesimo tavolo virtuale di confronto (sabato sera) tra i rappresentanti delle associazioni di categoria e Palazzo
    Estense (“presenti” il sindaco Davide Galimberti e l’assessore
    Ivana Perusin).
  • Motivo: la rivolta o quasi di molti pubblici esercenti sulle indicazioni della giunta sulla Cosap, la “tassa” (locale) sui tavolini all’aperto.
    Solo che da questo tema la polemica si allarga sul confronto instaurato in queste settimane di lockdown per il coronavirus tra i vari tavoli che compongono la cabina di regina comunale.
  • Riassumiamo: giovedì scorso la giunta vara un atto di indirizzo
    sulla Cosap. Dice, in sostanza, che nel periodo di chiusura non
    si paga l’imposta sul suolo pubblico occupato dai tavolini ma
    che dal giorno di apertura (quindi, sulla carta, oggi), si paga come sempre. E che tutti gli spazi nuovi che verranno richiesti per
    garantire il distanziamento sociale, saranno gratuiti.
  • Apriti cielo. Il malumore deve essere serpeggiato in modo pesante tra
    molti titolari di bar e ristoranti.
    Sabato un primo faccia a faccia e l’intervento di alcuni rappresentanti delle varie categorie, non tutti sulla stessa linea. C’è chi attende le uove mosse della giunta, chi di leggere la delibera, chi invece è parecchio amareggiato per tutta la questione.
  • Come Marco Parravicini, che è presidente del tavolo del commercio
    ma non di quello dei pubblici esercizi. E che ha presentato, giorni fa a nome di tutti i commercianti e di tutte le associazioni di categoria (Ascom, Confesercenti e Aime), un lungo documento in più punti sul rilancio di Varese dopo la fase coronavirus.
    «Nel documento si fa riferimento anche alla tassazione oltre a
    molti altri provvedimenti necessari per il rilancio dell’economia dice Marco Parravicini -. Il problema non è solo economico e
    non riguarda di certo solo l’imposta su tavolini e ombrelloni: se
    non c’è un rilancio reale della città la crisi diventerà anche sociale. Noi abbiamo proposto una serie di interventi declinati in più punti, da mesi ci riuniamo in tavoli e le decisioni non sono condivise…».
  • Marco Parravicini è un fiume in piena sulla questione. Il documento dei pubblici esercizi dovrebbe essere presentato mercoledì. La giunta ha già approvato l’atto di indirizzo su Tari, Cosap e canoni di concessioni.
  • Ma che cosa pensano gli altri rappresentanti di categoria?
    Da Confesercenti, la direttrice Rosita De Fino, anche a nome di
    Romana Dell’Erba, sottolinea che «le decisioni sembrano non
    essere state condivise: mercoledì abbiamo un tavolo di confronto nel quale discutere il documento dei pubblici esercizi. Mi chiedo: ma in tutte queste settimane di attività anche costruttiva, abbiamo forse perso tempo? Non voglio credere che sia così». Da Antonella Zambelli, presidente Fipe Varese, la federazione dei pubblici esercizi di
    Confcommercio: «Non credo sia questo il momento di intervenire sulla questione, finché la situazione non sarà chiara. E al momento non lo è».
  • Tra le prese di posizione più agguerrite, quella di Movimento Impresa, di cui è coordinatore nel Centro Nord Maurizio Altamura: «Ci si può vantare della semplice misura di aver sospeso il pagamento dei tributi per le settimane di chiusura? Non è una azione straordinaria, è quanto ci si aspettava come minimo…».