Varese nella morsa dello smog La nostra salute è a rischio

La Provincia Varese - 02/02/2017

Un inquinamento così non si
vedeva dal 2002, l’anno peggiore
per il nostro territorio dal punto
di vista della qualità dell’aria.
Martedì, la centralina Arpa di via
Copelli a Varese, ha registrato
una concentrazione di Pm10 pari
a 182 microgrammi per metro cubo
d’aria.
«Stiamo tornando indietro e
non va bene. Che dipenda dalle
condizioni atmosferiche o da altro,
è una cosa che non possiamo
permettere. La soluzione al problema
non può essere affidata alla
danza della pioggia» afferma
Valentina Minazzi, presidente di
Legambiente Varese, di fronte ai
dati registrati da Arpa in questi
giorni.
La concentrazione media di
Pm10 nel Comune di Varese si
mantiene sopra i limiti di 50 microgrammi
per metro cubo dal 26
gennaio. I dati disponibili arrivano
fino al 31 gennaio e mostrano
una escalation, con i valori progressivi
di 51 microgrammi per
metro cubo (26 gennaio), 52 (27
gennaio), 64 (28 gennaio), 71 (29
gennaio), 75 (30 gennaio), 80 (31
gennaio).
«La Regione deve prendere la
responsabilità di dare una direttiva
unica perché un Comune, da
solo, non può fare nulla per migliorare
la qualità dell’aria – afferma
Minazzi – Bisogna pensare
di fare a meno dei veicoli Diesel,
decisione che è già stata presa a
Parigi e in Olanda. Purtroppo mi
accorgo che non c’è ancora una
vera consapevolezza del problema
della qualità dell’aria: lo dimostra
anche quanto accaduto
in Commissione Ambiente l’altra
sera: si è discusso per molto tempo
del degrado, e per poco della
qualità dell’aria».
Eppure di aria inquinata si
muore. Lo dimostrano gli studi di
Domenico Maria Cavallo, docente
di medicina del lavoro all’università
dell’Insubria. «L’esposizione
all’inquinamento atmosferico,
nell’arco di 24-48 ore, porta
ad un aumento ricoveri ospedalieri
per patologie cardiovascolari
e respiratorie, nonché a un aumento
del consumo di farmaci –
spiega Cavallo – C’è anche un collegamento
tra smog e neoplasie.
Il particolato, infatti, è stato classificato
come possibile cancerogeno
dallo Iarc, l’agenzia internazionale
sulla ricerca sul cancro,
basandosi su un approccio di tipo
epidemiologico».
Cosa fare dunque? «Date le caratteristiche
orografiche del nostro
territorio, con alpi e prealpi
che bloccano gli inquinanti provenienti
dalla pianura e li fanno
ristagnare, bisognerebbe trovare
il modo di far sfogare la contaminazione
a bassa quota – dice Cavallo
– L’unica soluzione, al momento,
è agire sulle sorgenti:
smog e riscaldamento. I pallet
peggiorano la situazione perché
le canne fumarie non possono
essere controllate e non si sa cosa
buttano fuori».
Per quanto riguarda lo smog,
invece, secondo Cavallo bisognerebbe
«incrementare i dispositivi
“stop&go” che fermano le emissioni
quando il veicolo è fermo».
Se i valori del PM10 dovessero
confermarsi sopra i limiti, domani
a Varese scatteranno le misure
previste dal Protocollo regionale
sulla qualità dell’aria della Regione
Lombardia e Anci per contrastare
la diffusione delle polveri
sottili. Si tratta del primo blocco
del 2017 (l’ultimo è stato a dicembre,
quindi poco tempo fa). A partire
domani, dunque, è possibile
lo stop ai veicoli Euro 0 benzina e
Euro 0, 1 e 2 diesel, misura che
continuerebbe anche nelle giornate
di sabato, domenica e festivi
dalle 7.30 alle 19.30. Le autovetture
private Euro 3 diesel senza filtro
antiparticolato potrebbero
non circolare in ambito urbano
dalle 9 alle 17, mentre i veicoli
commerciali Euro 3 diesel senza
filtro antiparticolato potrebbero
essere bloccati dalle 7.30 alle
9.30.
Il Protocollo introduce il limite
di 19 gradi (con tolleranza di 2
gradi) per le temperature medie
nelle abitazioni e negli esercizi
commerciali, nonché il divieto di
utilizzare impianti domestici alimentati
a biomassa legnosa.